«Il 15% delle famiglie non arriva a fine mese»

0
33

Quattro emergenze per un Lazio in crisi: occupazionale; fiscale; emergenza sociale; emergenza etica. I sindacati uniti contro la crisi denunciano senza retorica le difficoltà ormai conclamate delle famiglie del Lazio.

Nella nostra regione infatti, secondo Cgil, Cisl e Uil che ieri mattina si sono radunati in una conferenza al centro congressi Cavour, il 15% delle famiglie fa molta fatica ad arrivare a fine mese. L'aumento delle situazioni di difficoltà mette in luce una fragilità che in molti casi rischia di trasformarsi in vera e propria povertà, cui l'attuale situazione economica stenta a fornire risposte risolutive.

Secondo i sindacati, «il 6,6% delle famiglie non riesce a fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni. Il 9,8% delle famiglie non riesce a riscaldare adeguatamente la casa. Il 38,8% delle famiglie non riesce a sostenere spese impreviste di 750 euro». In più, nel 2012 si contano circa 100 milioni di ore di Cassa integrazione e la disoccupazione ha sfondato il tetto del 10%. In totale, negli ultimi 5 anni di crisi, si sono persi 100mila posti di lavoro.

Per segretari generali della Cgil, Cisl e Uil, Claudio Di Berardino, Tommaso Ausili e Luigi Scardaone è necessario passare dalle constatazioni ai fatti, dai numeri all’azione. Propongono quindi l’aumento dei fondi a disposizione delle politiche sociali da 198 milioni del 2012 ai 300 milioni del 2013, fino ad arrivare a 400 nel 2014. Tra le proposte anche l'avvio di un nuovo Piano di rientro del deficit sanitario regionale che veda anche il superamento della gestione commissariale. La riduzione dei costi della politica anche facendo leva sull'istituzione dell'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati in Regione, la pubblicità dei redditi e dei patrimoni dei consiglieri, l'eliminazione delle Comunità montane, la riduzione delle 141 società partecipate degli enti locali nella Regione Lazio.

Tra le altre proposte avanzate dai sindacati, la stabilizzazione dei precari nelle aziende e negli enti locali, l'implementazione della lotta all'evasione, (fenomeno stimato nel Lazio in 12-14 miliardi di euro l'anno). Senza contare che «nella nostra Regione ci sono 80mila immobili fantasma – ha detto Ausili – e nessun sindaco va a scovare questi furbi che non pagano le tasse ai quali si aggiungono circa 350mila evasori di ticket sanitari e di bollo auto». Sempre sul fronte sanitario, «bisogna ragionare su una riorganizzazione complessiva del comparto – ha detto Scardaone – chiudere reparti di eccellenza come Cornee è un omicidio».

Infine, sul fronte rifiuti: «Se la Ue porta avanti un'infrazione nei confronti dell'Italia – ha detto Di Berardino – ci sarà un aumento delle tasse e la colpa sarà del sindaco di Roma perchè se in questi anni fosse stata implementata la raccolta differenziata non staremmo in questa situazione». 

cinque

Forse potrebbe interessarti: Saldi, Confesercenti: «Famiglie Roma e Lazio spenderanno 300 euro a testa»