L\’ex capogruppo Idv Maruccio torna libero

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L'ex capogruppo dell'Italia dei Valori alla Regione Lazio Vincenzo Maruccio torna libero domani dopo due mesi di detenzione nel carcere di Regina Coeli. Era stato arrestato con l'accusa di peculato per aver sottratto un milione di euro. Oggi il pronunciamento del gip che, non individuando il «pericolo di inquinamento delle prove», dopo un colloquio con l'accusato, ha deciso di rimetterlo in libertà. Al suo ritorno alla vita da libero cittadino molte cose sono cambiate, prima tra tutte il fatto che il suo partito, certamente nel Lazio, si è come liquefatto e diviso, il gruppo consiliare si è trasformato in un monogruppo, e a livello nazionale Antonio Di Pietro si è aggregato nel "rassemblement" del magistrato Antonio Ingroia sotto il vessillo della "Rivoluzione civile".

Tutto questo nel quadro di una serie di cambiamenti anche al livello nazionale, e in un momento in cui nonostante manchino poco più di 40 giorni al voto regionale del 24 febbraio, ci sia in campo solo il candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti (dal centro poi si è appena affacciata la candidatura dell'avvocato Giulia Bongiorno), mentre a destra Storace fatica ad affermare con il Pdl la sua leadership di candidato, in attesa che il partito di Berlusconi entro la fine della settimana riesca decidere. Già alla vigilia della scadenza del periodo di custodia cautelare, con la richiesta di confermare il carcere, era cresciuta l'attesa attorno alle persone più vicine a Maruccio, come i due avvocati Luca Petrucci e Maria Raffaella Talotta che ne avevano richiesto la scarcerazione.

Al contrario il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Stefano Pesci avevano chiesto che l’avvocato di origini calabresi restasse in carcere un altro mese, riscontrando la necessità di completare una serie di accertamenti. Oggi è arrivata infine l'ordinanza del gip Flavia Costantini, con la quale è stato negato l'ulteriore periodo di detenzione e accolte le richieste dei difensori: secondo il giudice «si ritiene che, stante il periodo trascorso in stato restrittivo da parte dell'indagato e stanti le indagini finora svolte, siano venute meno le esigenze cautelari, non ravvisandosi più sussistere il concreto ed attuale pericolo di inquinamento probatorio, in considerazione dello stato attuale delle indagini».

Maruccio è stato in carcere per sessanta giorni, esattamente dallo scorso 12 novembre. Numerose le motivazioni che hanno portato alla conclusione della custodia: il Gip parla infatti «delle numerose persone già escusse che hanno permesso di rafforzare il già grave quadro indiziario, nonché della possibilità, a questo punto, di completare la verifica degli assegni emessi dall'indagato e di esaminare la documentazione bancaria acquisita, nonché l'ulteriore che verrà acquisita, senza la necessità che l'indagato continui ad essere sottoposto a misura cautelare» e specificando che «l'attività investigativa espletata ha permesso di ulteriormente confermare il quadro indiziario, stanti diversi profili di discrepanza emersi tra la tesi difensiva e le dichiarazioni rese dagli informatori».