Odissea Tuscolano: dopo la voragine di Otricoli, i cantieri infiniti

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Dal 17 maggio via Todi, in corrispondenza dell’incrocio con via Otricoli, dal civico 75 al 101, è chiusa al traffico a causa di una voragine lunga più di dieci metri e profonda due, spalancatasi sotto la strada residenziale che accoglie numerosi uffici della presidenza del Consiglio e della Banca d’Italia. Bloccato anche il transito lungo via Otricoli, dal civico 21 al 57.

Si trattò, inizialmente di un buco molto profondo, allargatosi man mano con il trascorrere dei giorni. Per parecchio tempo l’area è rimasta recintata, la voragine è stata “occultata” alla buona con assi di legno e solo di recente il cantiere si è popolato di tecnici alle prese con ruspe e scavatrici.

«Si tratta di un intervento non semplice dal momento che grotte sotterranee rendono difficoltosi i lavori» dice qualcuno all’interno del cantiere. Ed in effetti il Municipio IX che abbraccia i quartieri Prenestino-Labicano, Tuscolano ed Appio-Latino, presenta viscere ricche di fungaie e tufai, soggetti a frequenti cedimenti e crolli.

Qualche residente ricorda episodi analoghi di depressione del terreno verificatisi nelle limitrofe via Genzano e via Montefalco. «Ci hanno rovinati – lamenta la proprietaria del bar ad angolo che si affaccia sul cantiere – Da quando hanno recintato l’area non riusciamo più a lavorare e se la situazione continua così saremo costretti a chiudere. È incredibile, Roma sembra voler sprofondare d’un colpo. Questa mattina passando da via Menghini ho visto altri lavori in corso. La situazione è diventata insostenibile».

E così, la situazione di stallo venutasi a creare in seguito alla voragine apertasi circa otto mesi fa, continua a creare disagi ai cittadini ed alla mobilità. In via Assisi vige il doppio senso di marcia da via Montefalco a via Campello sul Clitunno, mentre in via Montefalco si procede in senso unico di marcia in direzione di via Nocera Umbra.

In un comunicato dello scorso 22 novembre il presidente del Municipio IX Susi Fantino aveva insistito sulle numerose segnalazioni inviate al Campidoglio circa la gravità della situazione. «Il Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana ha realizzato le indagini geognostiche ed il progetto globale di bonifica dell’area, ma al momento, da parte del Campidoglio, non risulta certezza sulla disponibilità delle risorse di bilancio» aveva dichiarato il presidente.

A distanza di due mesi dal comunicato la situazione sembra essersi sbloccata. Adesso, almeno, il cantiere è popolato.

Samantha De Martin