Radicali da soli, Taormina candidato

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Si avvicina la data della consegna delle liste e delle firme per le Regionali del 24 febbraio e sembra che sotto il cielo della politica regionale non ci sia pace.

Partiamo dal centrosinistra: l’alleanza guidata da Nicola Zingaretti naufraga 24 ore sullo scoglio del Partito Radicale che intende ripresentare i due consiglieri uscenti e non accetta il diktat del rinnovo totale dei consiglieri. Risultato, ognuno per la sua strada e Rossodivita Candidato Presidente della Lista “Amnistia Giustizia Libertà” con Rocco Berardo probabile capolista.

Nel centrodestra, invece, rinnovamento a “macchia di leopardo” e proliferazione di sigle e candidati. “Intervenire immediatamente per abolire gli sprechi e abbattere i costi della politica, questi sono i miei primi obiettivi da candidato alla Presidenza della Regione Lazio”. Dice l’Avvocato Carlo Taormina, candidato alla presidenza di Lega Italia. Obiettivo ambizioso ma che gli deve esser venuto in mente proprio assistendo Bathman Fiorito suo cliente. Nel frattempo Berlusconi intima ed ordina «non ricandidare nessuno degli attuali consiglieri». Sembrerebbe un ideale rinnovamento della classe dirigente del PDL e invece no, tornano i cavalli di razza delle preferenze ex Forza Italia o AN. Spazio quindi a Prestagiovanni, Maselli etc. Insomma rinnovamento si ma anche attenzione a chi sa «convogliare il consenso», come dicono quelli che sanno di politica.

Lo stesso Berlusconi peraltro, fin dall’inizio ha mostrato di fare una certa confusione. Mentre, infatti, andava cancellata la memoria degli attuali consiglieri, si è considerata l’opportunità di candidare Presidente Francesco Storace, come se quest’ultimo non fosse a sua volta consigliere regionale e capogruppo. Perché la condanna sommaria che ha colpito tutti i consiglieri del centrodestra non avrebbe dovuto riguardare anche Storace? Domanda senza risposta.

Infine, il polo di centro montiano, governato perlopiù da logiche datate. La Buongiorno che accetta la candidatura a presidente solo con la sicurezza del seggio parlamentare, non offre un grande spettacolo, ma tant’è.

Chiudiamo con l’UDC che, presumibilmente, dovrà dare spazio ai consiglieri uscenti che perlopiù non hanno trovato spazio nelle ingombre liste di camera e senato. Per non sbagliarsi il capogruppo UDC alla Pisana, Francesco Carducci ha già iniziato la campagna di comunicazione con numerosi manifesti 4 x 3. Lo slogan della sua campagna fa riferimento ad un “progetto per la crescita”. Questa volta gli elettori possono stare tranquilli, difficilmente si tratterà di aumento dei conti correnti dei gruppi politici alla Pisana.

Silvio Marino