«Storace? Raschia il fondo degli estremismi»

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Se c’è qualcuno che di destra se ne intende è proprio l’onorevole finiana Flavia Perina, che è stata a lungo direttrice del Secolo D’Italia, oggi solo in edizione elettronica dopo tutte le traversie della scissione fra il presidente della Camera Fini e i suoi ex colonnelli.

Ieri l’agenzia DIRE riportava una sua dichiarazione nella quale giudicava l’appello del capogruppo alla Camera Cicchitto affinché tutto il Pdl si stringa attorno a Storace, una sorta di subappalto che il partito di Berlusconi ha voluto affidare alle sue ali estreme. Nel Lazio con Storace e in Lombardia con Maroni: «Questo dimostra la rinuncia del Pdl a prospettive di governo di tipo europeo, a livello regionale come a livello nazionale: l’unico imperativo – conclude la deputata di Fli- è raschiare il fondo degli estremismi per conservare nella prossima legislatura almeno un potere di interdizione».

Raschiare il fondo degli estremismi di destra. Una immagine azzeccata se solo si pensa alle dichiarazioni di Francesco Storace dopo l’affermazione dell’estrema destra francese con la bionda Marie, nipote dell’ultra reazionario Jean Marie Le Pen bloccato per un pelo da Chirac nel 2002 grazie ad un appello all’unità nazionale antifascista prima del ballottaggio alle presidenziali.

Così Storace l’aprile scorso tutto gasato per quel 20% del Front Nationale che per la prima volta entrava nel prlamento francese e dopo aver inviato suoi “osservatori” a Parigi per seguire ed imparare dalla campagna elettorale della camerata d'oltralpe, scriveva il 23 di quel mese sul suo blog: «Ora occorre mettere in moto qualcosa di ancora più vasto, che si espanda in tutta l’Europa. Marine ha messo in discussione un modello europeo basato esclusivamente sulla moneta; ha contestato la centralità della Banca d’Europa; ha detto basta alle umiliazioni riservate al popolo greco; ha paragonato ad un colpo di Stato l’ascesa al governo italiano di Mario Monti; dice no al fiscal compact. La Le Pen non vuole che si precipiti nel fondamentalismo islamico; pretende una società equilibrata nei suoi valori; si è conquistata sul campo la leadership di un ideale Fronte delle Nazioni d’Europa».

E su queste basi che sovvertirebbero l’Europa invitava alla riflessione i suoi lettori, si badi bene, solo 10 mesi fa. Che da allora il capo de La Destra abbia subito una trasfigurazione o un radicale sovvertimento del suo pensiero, ne dubitiamo anche perché Francesco è stato sempre coerentemente fascista più del suo ex amico Alemanno che il doppiopetto del potere a Roma lo veste da quasi 5 anni. Ma anche Francesco è uomo di potere come dimostra il suo curriculum di parlamentare, ministro, e presidente di Regione. Magari più sanguigno, verace e combattivo ma pur sempre uomo di potere che Berlusconi ha sempre apprezzato se non altro per la sua fedeltà, contrariamente al sindaco di Roma.

Tanto coerente Storace, che solo ieri ha parlato di «sovranità» e libertà politiche d’Italia minacciate dalla «esibizione muscolare al di fuori dei nostri confini» dei Popolari Europei. Accade infatti che la formazione che a Straburgo raccoglie tutti i partiti cattolici e moderati d’Europa, abbia assunto come ormai d’abitudine, una posizione critica contro la candidatura di Berlusconi e favorevole a quella di Monti.

Ora, del PPE si può dire tutto fuorché dubitare del suo storico e radicato europeismo. E’ quindi evidente che i cattolici europei difficilmente spargeranno incenso ed ungeranno il capo di Berlusconi lanciato sulla via del populismo più estremo. Figuriamoci se “appalta” due regioni strategiche quali Lazio e Lombardia a due formazioni politiche estremiste ed antieuropee, molto più vicine a Le Pen che ad Altiero Spinelli, De Gasperi, Shuman, Adenauer ecc ecc ecc…

Giuliano Longo