Consulenze, la versione di Alemanno

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Questa volta Repubblica picchia duro sul sindaco e rivela che nonostante i 19.000 dipendenti, Gianni Alemanno avrebbe “spalancato le porte” a 1.020 negli ultimi due anni, con una spesa di 20,7 milioni di euro. Ed elenca i nomi e le retribuzioni di alcuni di questi. Ad esempio proprio all’ufficio incaricato di verificare la congruità dei compensi assegnati agli esterni, ci sarebbero due consulenti con un compenso di 40mila euro l’uno. A diretto supporto delle funzioni attribuite al sindaco ce ne è un altro da 40mila inserito nel Comitato tecnico del piano strategico per la mobilità sostenibile.

Ci sono poi i membri delle commissioni di vigilanza dei parcheggi pubblici che dal dipartimento Mobilità e Trasporti ricevono in media 3mila euro ciascuno, ma il consigliere delegato ai Pup Vannini ha già precisato che questi sono pagati da una quota del 5% versata dagli imprenditori interessati, mentre gli incarichi di rilevazione dei numeri civici nell'ambito delle indagini statistiche sulla toponomastica del Comune di Roma, costerebbero solo 7mila euro l’anno ciascuno. Al Dipartimento Patrimonio per una consulenza trimestrale sarebbero stati riconosciuti 61.800 euro. Solo alcuni esempi di una documentazione cui probabilmente Repubblica ha avuto accesso, ma che ha immediatamente scatenato la reazione del sindaco.

Per Alemanno i dati ufficiali prosegue “sono riportati in maniera trasparente sul sito di Roma Capitale nella sezione del personale. Per l’esattezza nel 2011 l’amministrazione capitolina ha affidato consulenze per un totale di 146.557, 56 euro, mentre le spese di Roma Capitale che emergono nel pre-consuntivo del 2012 assommano a 152.737,46, ben al di sotto dei limiti disposti dal decreto legge 78/2012. In totale, nei due ultimi anni Roma Capitale ha pagato per studi e consulenze299.735,02 euro in tutto». 

E ancora: «Repubblica considera come consulenze tutti i rapporti di lavoro autonomo a vario titolo svolto per Roma Capitale. All’interno di questi rapporti, le consulenze rappresentano una quota residuale. Per la maggior parte si tratta di prestazioni professionali e di lavoro autonomo, molti delle quali obbligatori per legge, come incarichi affidati a disoccupati e studenti per l’esecuzione di indagini statistiche sul territorio per conto dell’Istat, incarichi a docenti per la formazione professionale e per le scuole serali, commissioni di alta valutazione, partecipazione a progetti europei, docenze per la formazione professionale, incarichi per la sicurezza sul lavoro, attività dell'organismo di vigilanza, nonché incarichi di progettazione tecnica riferiti all’esecuzione di rilievi geologici, direzioni lavori, eccetera ». Dunque, conclude, «non l’esercito dei mille consulenti, ma nel 2011 sono stati dati soldi a 3 persone più l’Inps e l’Ordine dei Geologi, mentre nel 2012 a nove persone e tre istituti.

Si tratta quindi di un totale di 12 persone e 4 istituti, l’Inps, la Croce Rossa, i Vigili del Fuoco e l'Ordine dei Geologi ». Come di rito alle dichiarazione del sindaco faranno seguito le azioni legali questa volta affidate all’avvocatura  generale del Comune. Di fronte alla contestazione del sindaco sono prevedibili ulteriori sviluppi. Intanto oltre all'opposizione Capitolina coglie la palla al balzo il candidato e imprenditore Alfio Marchini che comunicando con brevi tweet come da qualche settimana scrive: "#Roma:#dipendenti pubblici Comune + Sue società sono circa60.000! Per me sono una risorsa da rivitalizzare e riorganizzare. Ripartiamo da loro!». E sostiene che «bypassare le inefficienze della P.A. con l'abuso di consulenze non solo è costoso ma è inutile. Anche la sua storia lo dimostra». Infine ricordando la sua opposizione ai poteri commissariali del sindaco per l'emergenza traffico conclude: «Poteri speciali e abuso di consulenze sono la resa del Sindaco per l'incapacità politica di gestire strutture+ problemi complessi». gl