Sobrietà, Zingaretti la vede così

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C’è il grande tema dei contributi e degli sprechi nelle parole del candidato del centrosinistra alle regionali Nicola Zingaretti. Materia intricata e sfaccettata: si va dagli stipendi, passando per i contributi da gestire, fino ai fondi dei gruppi consiliari che hanno portato allo scandalo dei mesi scorsi.

Ieri, nel corso di un'intervista il candidato alla corsa per la Pisana ha detto la sua. I contributi diretti ai consiglieri regionali sono «una voce che per me si potrebbe anche azzerare. Non è compito delle istituzioni pubbliche finanziare le attività dei singoli consiglieri». Per quanto riguarda invece i fondi destinati ai gruppi consiliari che finanziano le attività politiche secondo Zingaretti devono essere rivisti sulla base del «decreto Monti e di appositi regolamenti che fissino eventualmente altri paletti».

Sobrietà sembra essere la parola chiave per Zingaretti, che punta, per i gruppi a «cifre che consentono esclusivamente di fare politica», ha ribadito. D’altro canto secondo Zingaretti «è giusto limitare, e di molto, i motivi per cui si spendono questi fondi». In altre parole ha ribadito più nettamente: «Bisogna riguardare le regole sulla gestione delle spese giustificabili sul modello europeo, dove non c’è possibilità neanche di scontare lo scontrino del caffè».

Ecco perchè «dobbiamo almeno adottare quello che stabilisce il decreto Monti ed essere molto più che rigorosi perchè il Lazio, da esempio negativo deve diventare esempio positivo». Ma come si dice spesso, il diavolo si annida nei dettagli. E allora una seria campagna di riduzione degli sprechi passa anche per la riduzione di organi inutili, fatti solo per creare qualche poltrona e qualche posto di lavoro di segreteria.

In questo senso Zingaretti si è espresso a favore della «riduzione delle commissioni consiliari», a cominciare da quelle speciali. Altro grande tema è la galassia delle società partecipate, sulle quali il candidato del centrosinistra immagina di «ridurre i Cda ad un massimo di 3 persone, ove possibile, e di prevedere anche società gestite direttamente da un amministratore unico».

Infine, sul fronte del vasto patrimonio della Regione Lazio, il candidato presidente ha assicurato la sua volontà di creare un fondo immobiliare per «valorizzare il patrimonio del Lazio e alienare quello che è possibile».