Smeriglio: «Guai a sottovalutare Storace»

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Massimiliano Smeriglio è il coordinatore della campagna elettorale di Nicola Zingaretti per la presidenza della Regione Lazio. Un binomio, quello fra Nicola e Massimiliano, che ha sempre funzionato alla grande anche in Provincia, della quale sino a poco tempo fa Zingaretti è stato presidente e Smeriglio assessore al lavoro e alla formazione.

Un politico di nuova generazione stimato da Vendola, che è stato a Roma l’animatore e la guida Sinistra Ecologia e Libertà nel 2009. Abbiamo incontrato Smeriglio presso la sede del comitato Zingaretti ormai frequentato, anzi invaso, quasi esclusivamente da giovani collaboratori e volontari, per fare il punto di una campagna elettorale che secondo gli ultimi sondaggi appare tutta discesa per la sinistra anche se «Storace non va sottovalutato per la sua abilità e il suo piglio politicamente aggressivo».

Eppure anche nel Lazio qualcosa sta cambiando proprio nelle province tradizionalmente roccaforti della destra. «E’ come – ci dice – se a Frosinone e Latina si toccasse con mano lo sfaldamento di quel blocco sociale che portò al potere Renata Polverini. Una disgregazione che non porta necessariamente acqua al mulino della sinistra, ma potrebbe manifestarsi nel rifiuto e nella protesta il cui collettore privilegiato appare oggi il “grillismo”.

Così, almeno qui nel Lazio, viene sfatato il mito di M5 Stelle che erode consensi a sinistra. E’ il contrario. A parte la verniciatura di ambientalismo, populismo e antipolitica, il voto a Grillo è oggi essenzialmente un voto di destra». Proprio per evitare questo pericolo, Smeriglio ci spiega che la lista civica per Zingaretti è stata costruita raccogliendo uomini e donne delle professioni, della cultura e del lavoro che vivono e lavorano sui territori, da Cassino a Rieti. Listino del presidente, lista civica, liste dei partiti della coalizione, una somma di candidature guidate «da un vero capo di tutta la coalizione».

Per Smeriglio «ancor più di Bersani che a livello nazionale appare più come il leader del Pd e meno di una coalizione, lasciando a Vendola lo spazio quasi obbligato per esprimere le proprie posizioni ». La stesura delle liste, prosegue, non è stata semplice «ma si è uniformata ad un radicale rinnovamento che non lasciava spazio a soluzioni diverse. Molti gli esclusi eccellenti e inevitabile la rottura con i radicali che volevano riproporre i loro due consiglieri uscenti Berardo e Rossodivita pur con tutti i loro meriti».

Altro è stato il discorso con “Rivoluzione Civile” di Ingroia. «In questo caso – ci spiega Smeriglio- Zingaretti ha avviato un dialogo sia con il magistrato che con il sindaco di Napoli De Magistris e forse si sarebbe anche potuto arrivare all’accordo per una aggregazione di sinistra abbastanza originale, se non ci fosse stata una levata di scudi dei cacicchi locali di Rifondazione e dei Verdi ad esempio, con personaggi che non rappresentano certo il nuovo ». Chiuso il discorso sulle alleanze, ormai manca solo un mese al voto e si entra nella fase delle proposte di programma. A monte per Smeriglio c’è un progetto Lazio che non può ricalcare le orme del passato a cominciare dai meccanismi e dalle burocrazie della Regione stessa che vanno profondamente rinnovati. «Una Regione “immaginata” per i cittadini e che non c’è mai stata a loro uso, sia per gli evidenti fallimenti della destra sia per la dimensione “piuttosto opaca” che hanno avuto le amministrazioni di centrosinistra».

Partecipazione e trasparenza esemplificate dalla «pubblicazione trimestrale dei bilanci delle Asl o del libro degli acquisti nelle cui pieghe si celano gli sprechi. Con una idea nuova di sanità non esclusivamente fondata sul numero dei posti letto, ma sulla prevenzione e sui presidi alternativi ai ricoveri». Se la sanità rappresenta gran parte del bilancio regionale, secondo Smeriglio, c’è anche la possibilità di prefigurare «un modello regionale di sviluppo economico. Tocca allora coniugare formazione, qualità della produzione e lavoro. Inducendo le aziende, anche le più piccole, a fare sistema nei settori della innovazione e incentivando formazione ed assunzioni in quella direzione. » Come è stato fatto con l’esperienza, sia pur limitata alla Provincia, di “Porta Futuro” esempio di «politica attiva del lavoro dove l’istituzione non si limita a mediare ma promuove, interviene».

Un modello che può essere esteso a tutto il Lazio nei settori “eccellenti” delle comunicazione e dell’ambiente. Nello sviluppo della qualità è centrale il peso di Roma che dispone di un tessuto economico esteso e complesso dove la produzione di cultura e dell’intrattenimento è determinante. Roma appunto, con una questione politica ancora aperta, quella della riconquista del Campidoglio alla sinistra. Smeriglio sembra voler dare tempo al tempo, ma non ci nasconde la sua preoccupazione per i rischi di spappolamento che l’affollamento di candidature fuori e dentro le primarie sta creando a sinistra. «Un fenomeno che mi auguro venga contenuto nell’ambito di due o tre candidature alle primarie, magari anche senza i nomi che sono emersi sino ad oggi».

Gli facciamo notare che al rally partecipano anche personalità di Sel. «Ci vedo molta pretattica – obbietta – fatta giusto per misurare le forze in campo. Un pò come dire: se si candida lui lo posso fare anch’io». Un processo “vizioso” che potrebbe interrompersi proprio con la vittoria di Zingaretti che influirà anche sulle scelte romane. Smeriglio ci tiene poi a segnalarci l’elenco dei candidati di Sel alle politiche (vedi i riquadri in pagina) dove Smeriglio è il numero due dopo Vendola. Ma soprattutto ci conferma che è disposto ad abbandonare il seggio parlamentare eventualmente conquistato per dedicarsi al laboratorio Lazio con un incarico in Regione». «Io – conclude- a questa esperienza, a questo laboratorio di idee e di progetti ci credo. Anzi, anch’io come Zingaretti l’ho “immaginato”, ora lo voglio mandare avanti con Nicola al più presto». Anche se dopo il suo romanzo noire sulla Garbatella non ha intenzione di mollare la scrittura. Anzi, ci dice «ho già scritto 50.000 battute del mio prossimo libro». Auguri.

Giuliano Longo