Via dal \’\’partito degli inganni\’\’: Meloni e Storace a caccia

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Un popolo in libertà, più che Popolo della Libertà. La carica degli “scontenti” si fa sentire anche nei Municipi capitolini, dove ieri diversi consiglieri hanno annunciato il loro passaggio alla corte di Storace. Marco Giudici, nel XVI, Augusto Santori, nel XV, Francesco Corsi, ex capogruppo Pdl nel VI Municipio e il fratello Emiliano, nel VII, hanno già fatto le valigie e sono pronti a trainare con loro altri consiglieri e assessori ormai in rotta col partito dei berlusconiani, mentre altri ancora guardano con interesse ai “Fratelli d’ItaliaMeloni e La Russa.

I numeri non sono a rischio, almeno in previsione del voto regionale, anche se la manifestazione evidente e certificata di un malcontento diffuso impone una riflessione seria in ottica Campidoglio. Mancanza di una vera cabina di regia, disattenzione e lassismo sulle problematiche delle periferie, scarso coinvolgimento della base e promesse disattese nella scelta dei candidati (vedi primarie): questi i capi d’imputazione al Pdl capitolino, che adesso deve correre ai ripari e limitare i danni.

«Voglio guardare al futuro e diffondere il messaggio della buona politica fatta di territorio e cittadini – ha detto ieri Marco Giudici, consigliere del Municipio XVI, annunciando la costituzione del nuovo gruppo consiliare de La Destra -. Me ne vado dal Pdl anche perchè al livello locale è un partito assente, che non rimprovera gli sbagli e non elogia i successi. Le primarie? Ce le lascino fare, non sono l’unico a volerle – continua Giudici rivolgendosi al sindaco Alemanno e ai vertici romani del Pdl – non gettiamo via un'opportunità così importante».

«Il mio è un addio senza rimpianti – interviene Emiliano Corsi, consigliere del Municipio VII -. Vogliamo riportare trasparenza, meritocrazia, giustizia sociale, dobbiamo riavvicinare i cittadini alla buona politica. Adesso abbiamo la possibilità di riscattare e cancellare l'onta dei Fiorito e dei Maruccio». Per Augusto Santori, consigliere del XV Municipio e fratello di Fabrizio, candidato con Storace alla Regione Lazio, un progetto di centrodestra è ancora possibile. «Non smetterò di inseguire questo obiettivo – spiega Santori – anche se la vera sensibilità di destra ormai non appartiene più al Pdl. Che cosa è stato fatto sui territori, sulle periferie?».

Per Massimiliano Smeriglio la “diaspora” nasconde invece una disputa tra bande di interesse. «Quello che sta accadendo nel Pdl è la resa dei conti finale – avverte -. Un passaggio pericoloso all’interno di un percorso di guerra».

Diego Cappelli