Il (logico) accordo tra Storace e la Meloni

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I Fratelli (d’Italia) stringono finalmente l’accordo e sostengono il camerata Storace. Una notizia che di fatto non è tale perché rappresenta la soluzione logica di incontro fra le affinità elettive dei due schieramenti.

Nel comunicato che dà l’annuncio del felice connubio non si risparmia qualche fraterna critica di Rampelli e Giorgia Meloni ad esempio sui metodi che hanno portato all’individuazione del candidato di coalizione, ma «Fratelli d’Italia – dichiara Rampelli soddisfatto- porterà in Regione rinnovamento, onestà e libertà dai poteri forti».

Si da il caso che l’apparentamento non sia di poco conto per il candidato presidente della destra perché se a livello nazionale sarà “grasso che cola” se i Fratelli porteranno un manipolo di parlamentari alle Camere, nel Lazio, e soprattutto a Roma, i gabbiani (come vengono chiamati i rampelliani dal loro logo alle ultime elezioni comunali) contano parecchio.

Anzi sono una delle componenti più organizzate e coeve di quella che fu la defunta Alleanza Nazionale.

Ma mentre il fronte della destra destra si salda, nel Pdl sino ad ieri era ancora battaglia su alcuni nomi di ex consiglieri regionali da ri-candidare. In particolare quelli dell’ex presidente del Consiglio regionale Mario Abruzzese e Francesco Battistoni che che diede la stura a quel vaso di Pandora che fu il caso Fiorito.

Renata Polverini non li vuole perché in qualche modo li vede correi della sua caduta rovinosa mentre le fazioni del Pdl si scannavano. «Mercoledì mattina, – riporta in cronaca il Corriere della Sera- chi era in via dell’Umiltà racconta di aver sentito urla, toni definitivi, insomma una tensione evidentissima, non semplice da superare.» Destinati a incassare la candidatura sembrano invece l’ex assessore regionale al personale Fabio Armeni, l’assessore capitolino Davide Bordoni e il presidente dell’Ater della provinciale, Massimo Cacciotti. Tra i nomi «nuovi», Federica De Pasquale, da cinque anni vicepresidente della Consulta femminile delle pari opportunità. Mentre a via dell’Umiltà decidono, Francesco Storace vuole fare meglio di Zingaretti e annuncia a Sky TG24 «Quando si consegneranno le liste vedrete a mio sostegno quasi un migliaio di candidati. Ci sono tante di quelle liste, avremo un’alleanza ampia, colorata, varia con tantissime liste che Zingaretti e compagni impallidiranno perché pensavano di aver vinto». «Vedranno che dal territorio dall’associazionismo, dal civismo, dalle persone normali, è venuta una voglia di partecipare ed hanno formato liste. Poi vediamo se riusciranno a raccogliere le firme, è chiaro. Ma la disponibilità sugli apparentamenti è enorme.» Per nulla preoccupato dal ritardo con il quale ha avviato la sua campagna elettorale, richiama le regionali del 2000 quando vinse con una irrefrenabile rimonta rispetto ai sondaggi che lo davano perdente.

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