Pvq, Massaccessi molla la commissione dopo pochi mesi

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La notizia è che l’ing. Roberto Massaccesi, nominato appena qualche mese fa responsabile della commissione di scopo istituita per fare luce sull’oscura vicenda dei Punti Verdi Qualità (PVQ) ha rassegnato le dimissioni insieme agli 11 Responsabili Unici di Progetto (RUP), uno per ogni punto verde messo sotto osservazione.

A rendere ancora più complicata una vicenda che rischia di costare al Comune milioni di euro per la sua fideiussione al 95% concessa alla BCC a garanzia dei crediti ai concessionari, c’è tutta una storia che ritorna agli onori delle cronache agli inizi dello scorso anno con l’arresto dei due imprenditori Dolce e Bernandini finiti in carcere con l’architetto Volpe responsabile per le procedure dei Pvq e gli arresti domiciliari per la collega Anna Maria Parisi. Una vicenda esplosa dopo la campagna stampa avviata oltre due anni fa da Cinque Giorni per scoperchiare il pentolone maleodorante nel quale bollivano da anni interessi di costruttori, concessionari e funzionari comunali.

Una storia che meriterebbe la scrittura di un vero e proprio noire sul malaffare capitolino che si trascina da vent’anni. Quegli arresti, almeno apparentemente, facevano seguito agli atti che l’assessore Visconti e il capo di gabinetto Profeta avevano inoltrato alla Procura della Repubblica quando il nostro giornale documentò la situazione del PVQ parco Feronia di Lucia Mokbel e di suo marito l’architetto Scarrozza, che avrebbero accumulato debiti con la BCC per circa 14 milioni di euro mentre i cantieri sono fermi da almeno due anni.

Fatto sta che nelle maglie delle indagini, invece, cadono i due imprenditori e i due funzionari rinviati a giudizio dopo la scarcerazione senza che ancora sia fissata la data del processo. L’attenzione della stampa si concentra sul PVQ parco Spinaceto per quei 700.000 euro di fatture che avevano suscitato i sospetti degli inquirenti, ma soprattutto per le presunte regalie ai due funzionari comunali che prefiguravano il reato di corruzione. Per un po’ la bufera si placa, tanto che rispetto alla dimensione milionaria del malaffare Pvq sorge il dubbio che il caso di Dolce e Bernardini abbia fornito al Comune l’alibi di una improbabile sollecitudine, come i fatti stanno dimostrando. Infatti mentre i Dolce e Bernardini e Volpe escono dopo qualche mese dal carcere, l’amministrazione pare scuotersi e il 30 marzo dello scorso anno nomina una commissione di scopo capeggiata dall’avvocato Angela Raimondo che dopo qualche mese getta la spugna senza che siano note le motivazioni del gran rifiuto. Momenti di panico, sino a quando a qualcuno viene la

bella idea di girare la patata bollente a Risorse per Roma alla quale il 25 luglio scorso la Giunta Capitolina affida la gestione dei PVQ Maximo in via della Bufalotta e Polisportiva Perconti al Tiburtino. RpR, istituita per altri fini, respinge la palla al mittente. Segue la nomina a dicembre dell’ing. Massaccesi che oggi si dimette senza che ne siano note le ragioni.

Nel frattempo la BCC si allarma e blocca le erogazioni per i vari stati avanzamento lavori già nell’estate scorsa quando pare che l’ultimo fortunato beneficiario sia stato il PVQ Kolbe. C’è di più, perché nel frattempo la BCC e il Credito Sportivo (oggi commissariato) si fanno versare dal Comune garante 9.492.331 euro per il rimborso di tre mutui contratti dai concessionari “Massimo soc.coop” più 1.944.731 euro per i quattro mutui contratti dalla Perconti con i medesimi istituti di credito. Da notare che queste ingenti somme sono probabilmente comprensive di quei 2.935.000 euro del Fondo di Solidarietà e garanzia istituito obbligatoriamente a carico dei concessionari, anche virtuosi, della prima ora.

A questo punto la bolla finanziaria delle inadempienze milionarie dei concessionari pare al limite dell’esplosione. Tanto che l’associazione dei concessionari che li rappresenta parzialmente, il 18 dicembre nel corso di una audizione alla Commissione consiliare trasparenza e garanzia chiede una rimodulazione del credito e addirittura un congelamento della situazione per le evidenti e gravi difficoltà finanziarie di molti suoi associati. Non solo, ma la predetta associazione invita il Campidoglio a revocare le concessioni laddove la morosità sia più grave, con relativa revoca della fideiussione del Comune per “dirottare” i fondi verso i concessionari virtuosi. Come se i “dirottamenti” in questi anni non fossero stati già fin troppi. Certo, ci sono cantieri ancora aperti e strutture da completare, ma la richiesta sembra ignorare la confusione del settore dove non è chiaro, soprattutto all’opinione pubblica, quali e quanti siano i concessionari “virtuosi” e quali i “viziosi”. Con una commissione di scopo che fra un responsabile e l’altro non ha ancora pubblicamente fornito un quadro della reale situazione dei PVQ in vista soprattutto dell’esposizione fideiussoria del Campidoglio.

La vicenda assume anche contorni inquietanti perché il 25 giugno va parzialmente a fuoco il centro sportivo Virgin di Ostia, in via dei Mar dei Sargassi, mentre il 14 gennaio si sviluppa l’ennesimo incendio al centro sportivo dell’Olgiata entrambe costruite sulla base di una concessione PVQ. Un gioiello, lOlgiata, che ha chiuso i battenti lo scorso anno con i licenziamenti e l’abbandono della struttura al degrado, mentre il concessionario del relativo PVQ avrebbe accumulato debiti garantiti dal Comune per alcune decine di milioni di euro. Con le dimissioni di Massaccesi e del suo staff si apre un altro capitolo del feuilleton, ma lo vedremo alla prossima puntata. 

(continua martedì 29 gennaio)

Giuliano Longo