Nelle liste Pdl molto traffico e poche novità

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Pochi giorni fa Francesco Storace parlava con malcelato orgoglio delle decine di sigle, acronimi e simboli della società civile che accompagneranno la sua campagna elettorale ormai in netta rimonta sull’avversario favorito dai sondaggi Nicola Zingaretti. Come a dire che lui, Storace, il rinnovamento lo sta facendo sul serio, come dimostrerebbe il suo listino che pubblichiamo in pagina.

Dove invece il rinnovamento stenta a passare sarebbe proprio nelle liste del Pdl per il Consiglio Regionale, che in queste ore si vanno alacremente completando. Qui più che di rinnovamento si potrebbe parlare di “mobilità”, da una casella del potere all’altra in un giro di pedine che non potrà soddisfare molti perché con tutti i concorrenti già in corsa, grillini, ingroiani e così via, la destra, se non vincesse, avrebbe ben pochi seggi da spartire.

Delle ingerenze di Renata Polverini nella formazione di queste liste abbiamo scritto ieri, quello che non abbiamo riportato sono invece le stizzite reazione dei suoi amici di partito. «Il seggio alla Camera garantito ce l’hai, perché non te ne stai zitta dopo quello che hai combinato», le avrebbe detto qualcuno a via dell’Umiltà. Ma c’è un motivo in più di contrasto.

Roba da assessori, perché quelli attualmente in carica sulla Cristoforo Colombo si candidano senza mollare la poltrona sino al 26 febbraio, mentre quelli del Comune di Roma dovranno dimettersi per lasciare il posto ad altri che potranno partecipare al banchetto finale di questa amministrazione capitolina. Così Cangemi e Malcotti sia pure candidati, restano al loro posto. Idem Pietro Di Paoloantonio detto Pietro Di Paolo per non sgomentare gli elettori con un nome così composito e quasi impronunciabile.

E’ invece a Roma che comincia il gioco dell’oca perché l’assessore ai trasporti Aurigemma dovrebbe dimettersi per lasciare il posto al delegato ai parcheggi Vannini che negli ultimi tempi interviene un po’ su tutto, dall’Idi ai grandi temi della politica. Poi, incurante delle buche e della inesistente manutenzione stradale che lascia alle sue spalle, se ne va anche Ghera al quale dovrebbero subentrare De Priamo o Mollicone. Anche l’assessore all’ambiente Visconti si candida alla Regione e lascia il posto a Cochi.

Mentre il capogruppo del Pdl Gramazio entra il lista, ma viene degnamente sostituito da Tredicine, al quale le risorse per la campagna elettorale sua e degli altri non sono mai mancate. E’ ricco di famiglia. Anche Palozzi, allevato da Aracri, ma sempre nel cuore della Polverini, lascia la presidenza del Cotral per candidarsi al Consiglio regionale. Che alcuni dei nomi sopra citati si sentano già in lizza prima delle definizione delle liste lo si nota palpabilmente per le strade di Roma dove da tempo debordano i manifesti del Di Paoloantonio detto Di Paolo, Cangemi e Gramazio.

Ma la danza è appena cominciata e molti comitati di cittadini si preparano a denunciare gli abusi e gli sprechi. Grillo sta già strillando contro i costosi “faccioni” che occhieggiano ad ogni angolo di strada. E qualcuno si chiede quanto sia costata la campagna di affissioni di Giorgia Meloni anche solo di maquillage per assumere quell’aspetto da diva pensosa. Per non parlare di Renata Polverini che li aveva mandati tutti a casa raggelandoci ben 4 mesi fa con la sua immagine fiera e punitiva su migliaia di manifesti. Insomma, carta carta. Tanta carta che non fa vincere ma fa indignare i cittadini.

 

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