Atac In Panne: «Cinque Anni Di Medioevo»

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In questi cinque anni di Destra al Governo di Roma, in questo Medioevo per la nostra città, il disastro più evidente è la situazione in cui versa il trasporto pubblico. “Parentopoli” – la triste pagina scritta dall’Amministrazione capitolina, che ha coinvolto l’ATAC e tante altre società del Comune di Roma – non è stata soltanto un’operazione clientelare, quanto una scientifica azione di indebolimento industriale delle aziende.

 
Di fronte alla crescita della domanda di trasporto pubblico da parte dei cittadini, il sindaco Alemanno ha risposto con una riduzione dell’offerta di servizio. Il costante calo dei chilometri prodotti è dovuto a un duplice fattore: l’invecchiamento del parco mezzi e la diminuzione dei conducenti di linea. Una situazione che rischia di portare nel 2013 a un’ulteriore riduzione di circa 7 milioni km di servizio per arrivare ad una produzione complessiva inferiore ai 106 milioni di km annui. La continua diminuzione del servizio di linea produrrà forti ripercussioni nei vari quadranti della città, con la riduzione delle corse e l’aumento dei tempi di attesa. Davanti a questo disastro, una città che negli ultimi cinque anni ha visto progressivamente compromesso un piano di rilancio del tpl capitolino, le uniche decisioni su cui l’Amministrazione Alemanno si è distinta sulla mobilità collettiva e su ATAC sono state quelle di nominare manager spesso imbarazzanti, alle prese costantemente con operazioni di macrostrutture aziendali dallo sfacciato connotato propagandistico ed elettorale.
 
Un capitolo importante riguarda il numero e la condizione dei mezzi in circolazione. La flotta bus ha un’età media di circa 9 anni fino a punte di 14 anni per alcune tipologie di vetture: le Amministrazioni Alemanno e Polverini non hanno destinato un euro per il rinnovo della flotta Atac e negli ultimi cinque anni non si è proceduto ad acquistare alcun nuovo mezzo. Solo recentemente è stata bandita una gara per acquisire in leasing 399 bus (peraltro tutti a gasolio e non a metano, come prevederebbe una delibera comunale), le cui prime vetture saranno disponibili solo nella seconda metà del 2013.
 
In particolare, la prima gara – relativa ai bus da 12 e 18 metri – ha avuto una sola offerta, mentre la seconda – relativa ai bus da 7,5 e 9 metri – è andata deserta!! L’elevata età del parco mezzi ha portato ad un aumento del numero dei guasti, che non è stato contrastato con una seria attività di manutenzione. Negli ultimi anni, infatti, non solo è diminuito il personale operaio ma non è stata garantita la regolare fornitura dei pezzi di ricambio. Per ricordare un dato: nel triennio 2007- 2009 si registrava una media di vetture ferme in rimessa pari a circa 30-40 unità, mentre nel triennio 2010-2012 si è arrivati mediamente a 90-100 vetture ferme in rimessa per guasto, che non possono essere riparate per mancanza dei pezzi di ricambio. In tre anni i “fermi vettura” sono quasi triplicati.
 
Negli ultimi 18 mesi la disponibilità delle vetture per il servizio di linea è stata sempre inferiore all’80% della flotta, con picchi negativi la scorsa estate, quando si poteva contare solo sul 66-67% del parco mezzi: vale a dire che una vettura su tre era ferma per guasto (da notare come nel luglio 2011 il parco vetture ammontava a 2315 con un totale di 1752 vetture disponibili, pari al 75.7% del totale, per calare fino al dicembre 2012 a 2287 mezzi e 1690 vetture a disposizione, scendendo al 73,9% dl totale contro un obiettivo aziendale del 87%). Dal 2008 ad oggi l’azienda di trasporto pubblico ha registrato un costante aumento dei guasti in linea per bus e tram, con una performance fortemente negativa anche per il 2012. Se nel 2007 si contava il 13,8% dei mezzi di superficie che si fermava in servizio per un guasto meccanico, nel 2012 il dato è salito al 24,8% con punte negative fino al 50%. Una prestazione deficitaria che ha portato a una conseguente perdita di corse superiore al 17% nell’ultimo anno: più del doppio rispetto al 2007 Quanto al numero dei conducenti di linea, si osserva che il numero degli autisti bus, tram e filobus è fortemente diminuito nel corso degli ultimi cinque anni. 
 
Se nel 2007 si contavano circa 6.632 conducenti, di cui
6.542 idonei alla guida, nel 2012 sono rimasti 6226 autisti, di cui però solo 5912 idonei alla guida. Questo vuol dire che, in cinque anni si è preferito assumere amministrativi, mentre non c’è stato il turn-over del personale viaggiante, che oggi conta 630 risorse in meno per garantire il servizio di trasporto di superficie. In pratica, è come se un intero deposito dell’azienda fosse stato chiuso.
 
Nel 2013 è prevista un’ulteriore riduzione di circa 100 conducenti di linea (tra inidonei e pensionamenti), mentre il turnover del personale viaggiante resta bloccato: tenendo presente che ogni autista produce oltre 18.000 km all’anno, con 100 conducenti in meno la produzione del trasporto pubblico di superficie scenderà di altri 1,8 milioni di chilometri annui. Una diminuzione del servizio di linea che produrrà forti ripercussioni nei quadranti interessati con una riduzione delle corse e l’aumento dei tempi di attesa. Sul travagliato fronte delle corsie preferenziali possiamo annotare che l’Amministrazione Alemanno ha aperto ai bus turistici le corsie riservate ai mezzi pubblici. Da giugno 2012 gli autobus privati possono circolare liberamente sulle corsie preferenziali di via Ostiense, via di S. Maria in Cosmedin, lungotevere Aventino, via dell’Amba Aradam, via Catania, via Bari, via Morgagni e via Gregorio VII. L’apertura delle corsie preferenziali ai bus turistici finisce per creare problemi alla sicurezza stradale e per danneggiare il servizio di superficie con una possibile riduzione della velocità commerciale e dei tempi di percorrenza per i mezzi pubblici.
Inoltre negli ultimi quattro anni, dal 2008 a oggi, non è stato istituito un solo chilometro in più di corsia preferenziale e non si è investito sui corridoi della mobilità. Invece di promuovere e incentivare l’uso del trasporto pubblico, sono stati favoriti gli operatori privati attraverso un’opera di deregolarizzazione dell’accesso, del transito e della sosta dei bus turistici.
 
 
(1/continua)
 
Massimiliano Valeriani
consigliere comunale Pd Roma Capitale