Lavoro, il programma di Zingaretti per cambiare

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E’ ora di passare dagli slogan ai contenuti, sembra voler dire Nicola Zingaretti che ieri ha presentato quello che definiremmo il suo programma economico e di rinascita del Lazio. Gli elementi di novità ci sono soprattutto per quanto riguarda il lavoro, ma il candidato alla presidenza del Lazio nei primi mesi del suo mandato, se vincerà su Francesco Storace, intende avviare una sua consultazione partecipata. «Nei primi 30 giorni dalla formazione della giunta – detto nel corso della sua conferenza stampa presso il suo comitato elettorale sulla Cristoforo Colombo- apriremo un tavolo di concertazione con le associazioni di categoria per definire un pacchetto per la semplificazione amministrativa che produca risparmi entro un anno». Una concertazione decisiva per un programma di sinistra per la crescita e il rilancio delle attività produttive e del lavoro nel Lazio. 

Superamento dell’emergenza, sostegno all’economia reale e una nuova competitività. Queste le tre macroaree del manifesto presentato ieri, risultato dell’ascolto di diversi attori della realtà regionale dopo aver visitato le imprese ed incontrato imprenditori, lavoratori, universitari, associazioni di categoria e sindacati. «Da questo confronto – ha aggiunto – nascono le priorità e gli impegni concreti che vogliamo portare avanti nei prossimi cinque anni per rilanciare l’economia del Lazio». Il suo primo obiettivo sarà quello di costruire una Regione che funziona «ovvero più leggera, trasparente, digitale, riorganizzata nella sua struttura e aperta ai cittadini e alle imprese: una Regione capace di sostenere un nuovo modello di sviluppo».

Il primo pilastro «per superare l’emergenza» si basa su due punti: dare forza alle Pmi e un’ Amministrazione amica delle imprese. Per questo occorre dare forza alle piccole e medie imprese attraverso la filiera delle garanzie per i crediti bancari. Questo per il candidato presidente significa dotarsi di strumenti finanziari per liquidità, investimenti e capitalizzazione delle pmi, a cui vanno affiancati la semplificazione amministrativa e gli sportelli unici, small business Act e la formazione professionale on demand. Quindi un’amministrazione amica delle imprese «con una gestione più efficiente dei Fondi europei, il confronto costante con gli attori economici e sociali,

– ha proseguito e l' adozione di obiettivi misurabili, con una Regione Lazio “pagatore leale”, la legge sugli appalti, i servizi e le forniture». Dopo la iniziale consultazione delle parti e entro i primi 6 mesi Zingaretti intende elaborare un piano strategico di internazionalizzazione del Lazio a sostegno delle imprese sia a livello economico che di scelta dei paesi più “aggredibili”. «Costituiremo, inoltre, dei consorzi per l’internazionalizzazione e in accordo con le universitàcreeremo dei manager giovani e professionali che si mettano a disposizione delle imprese».

La etnologia e l’innovazione consentiranno mettere online tutte le proprietà della Regione e delle Ipab. C'è poi la «sfida della qualità urbana», che si deve realizzare con il il testo unico per l’urbanistica. Qui occorre varare norme e proporre incentivi per la riqualificazione urbana e la sostenibilità edilizia utilizzando il modello unico digitale per l’ edilizia (Mude).

Particolare attenzione va riservata nella vizino del candidato, all’artigianato tramite la tutela e la valorizzazione delle botteghe e dei negozi storici, il contrasto dell’ abusivismo e della contraffazione. Per quanto riguarda l’innovazione nella tradizione agricola vanno concentrati i fondi europei, incentivata la ricerca scientifica per l’agricoltura, mentre vanno assegnate terre pubbliche ai giovani imprenditori agricoli. Anche la cultura produttrice di ricchezza è uno dei punti significativi del progetto di Zingaretti.

Occorre allora «un piano regionale della cultura, nuove leggi di settore, risorse pubbliche e e private per le produzioni culturali, promozione congiunta dell’offerta turistica di Roma e del Lazio, strumenti per favorire la diversificazione della domanda turistica, un nuovo piano di coordinamento dei porti, lo sviluppo della vocazione crocieristica del porto di Civitavecchia, la piena attuazione del Distretto integrato della Nautica, il piano di riqualificazione delle coste e del mare». Un manifesto complesso, denso, ma che che per Zingaretti «è la sintesi di una politica che vuole reagire e dare un segnale sulla semplificazione totale, sul sostegno nel campo dei servizi, e sull’innovazione».

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