Scandalo Filobus : Che fine hanno fatto i 45 mezzi?

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Che fine hanno fatto i 45 filobus della Menarini e il progetto di corridoio Eur-Tor de Cenci ed Eur Laurentina – Tor Pagnotta per i quali è sorto lo scandalo della presunta stecca alla segreteria del sindaco il quale ha interrotto il viaggio in Terra Santa per tornare col primo volo a Roma e replicare alle accuse in una conferenza stampa convocata sabato scorso? Accuse non da poco visto che i vertici della Breda Menarini hanno parlato di tangenti ai politici e uno di loro, Edoado D’Incà Levis, ha precisato di averle versate alla segreteria di Alemanno.

Partiamo dai tempi: se è vero che il bando fu indetto dalla giunta Veltroni la gara per i filobus fu aggiudicata il 20 novembre 2008, dopo una sospensione dell’appalto decisa nell’estate dello stesso anno dall’allora assessore Marchi, il quale, aveva accolto le istanze dei comitati cittadini che chiedevano proprio quello che Alemanno prometteva in campagna elettorale ovvero bloccare l’opera inutile e dispendiosa e girare l’enorme somma al previsto e ben più efficace prolungamento della metro B anche di tipo leggero.

Marchi si avvalse di una clausola che consentiva di sospendere l’appalto senza che ciò comportasse pagamento di penali. Ma poi, dopo l’estate ci fu un improvviso dietro front da parte di Marchi che poi fu dimissionato a seguito del rimpastato di giunta del luglio 2011. L’appalto per i 45 filobus fu aggiudicato a un costo di 40 milioni con l’opzione per l’acquisto in seguito di altri 45 per un totale di 80 mezzi. Ora risulta che i 45 filobus con motore bimodale Elettrico-Diesel giacciano in un deposito a Bologna mentre i lavori per il corridoio e languono da cinque anni. L’appalto del cosiddetto “Corridoio della Mobilità” prevede una spesa complessiva di circa 163 milioni e i lavori stradali hanno interessato per ora solo la via Laurentina, mentre sulla tratta Eur Tor de Cenci, molto più lunga e articolata, per ora non si muove foglia.

Eppure i 72 milioni di euro erogati dal Cipe erano riservati proprio a decongestionare la Pontina con una monorotaia poi declassata a tramvia e infine a filovia. Tolti i soldi spesi già sulla Laurentina, resteranno fondi sufficienti per completare i tanti chilometri della Eur Tor de Cenci? Pochi sanno che oltre ai fondi per l’appalto erano previste opere quali il ponte sul Raccordo a carico del Consorzio Tor Pagnotta 2, che avrebbe inoltre dovuto pagare un contributo del 10,8% della filovia ad oggi mai versato. Eppure in base alla delibera del Consiglio Comunale 148/2005 senza il pagamento del contributo per ponte e filovia non potevano essere rilasciate le concessioni edilizie per la mega lottizzazione da 15.000 abitanti.

Del ponte non ci sta traccia e i contributi (il 10,8% era stato calcolato sul costo presunto di soli 27 milioni contro gli oltre 200 del costo effettivo) non sono stati versati, ma nonostante ciò il Comune ha comunque rilasciato le concessioni edilizie a partire dal 2010. Nessuno ne ha parlato finora come nessuno ha citato un altro costo aggiuntivo di circa 75 milioni per ampliare il deposito Atac di Tor Pagnotta in modo da renderlo adatto ad accogliere i filobus. Siamo andati a verificare e abbiamo trovato sul cantiere il cartello ormai stinto che indica le somme dell’appalto. Anche se ormai arrugginito riporta lo stemma del Comune di Roma e la scritta che definisce l’appalto e il direttore dei lavori, lo stesso di quelli indicati per il “corridoio”. A prima vista risulta smantellato il parcheggio interno in cemento, sono stati spostati tubi e costruito un grosso capannone e realizzato un muro di contenimento con adiacente un parcheggio temporaneo vicino al Raccordo dove attualmente vengono parcheggiate le auto private degli autisti dell’Atac. Questi 74 milioni vanno aggiunti ai 163 e così il costo complessivo raggiunge 250 milioni di euro: se si pensa che una Metro Leggera costa tra i 5 e i 10 milioni di euro al km, Alemanno aveva perfettamente ragione nell’affermare che il filobus di Veltroni era uno spreco di milioni. Allora, ci chiediamo, perchè dopo una sospensione dell’appalto da parte dell’assessore Marchi che aveva accolto le richieste dei cittadini, l’opera è stata avviata in fretta e furia e solo sulla Laurentina? E’ infine un caso che gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sulle tangenti portino proprio a Praga, luogo vicino alla sede della Skoda, società che fornisce i motori bimodali per i filobus alla Breda Menarini che a Roma Metropolitane sono costati quasi 1 milione l’uno (così si deduce dal comunicato stampa emesso all’epoca dalla Breda Menarini) mentre la Iveco sempre con i motori Skoda di filobus ne ha esportati 150 in Lettonia per soli 53 milioni ovvero

300.000 euro l’uno? 

(continua)

 Silvio Talarico