Il filobus non c’è ma i cantieri sono aperti da anni

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Ritorniamo sulla vicenda del Filobus Laurentina Tor Pagnotta ricordando che in conferenza stampa il sindaco si è difeso sui tempi dell’appalto: «Non c’entro nulla perchè quando c’è stata la gara, avviata dalla Giunta Veltroni, ero appena stato eletto».

Le tangenti però sarebbero state pagate nel 2009 quando il bando era ormai concluso e ciò appare contraddittorio. Infatti per quale motivo il presunto illecito avverrebbe dopo e non prima della gara? La risposta più elementare è che l’impresa avrebbe versato il grosso della somma solo quando l’appalto era stato vinto con sicurezza assoluta. Tanto più che il comunicato stampa di Breda Menarini arrivava esattamente nel marzo 2009 e descriveva puntualmente l’acquisto da parte del Comune di Roma di 45 mezzi al prezzo di 40 milioni con l’opzione per ulteriori 45 mezzi allo stesso importo.

Eppure nell’estate del 2008 la giunta aveva decretato la sospensione della gara che invece andava a buon fine nell’autunno dello stesso anno. Perché inizialmente l’assessore Marchi aveva sospeso il bando? Semplicemente perché aveva accolto l’ipotesi dei comitati locali che giudicavano l’opera non solo inutile ma anche controproducente, visto che andava a restringere la Laurentina appena ampliata con i fondi del Giubileo. Sarebbe stata sufficiente e ben più economica, una semplice corsia preferenziale protetta da cordoli. Sul versante di Tor de Cenci invece, quello per il quale il Cipe aveva stanziato 72 milioni, la filovia sarebbe stata cancellata e sostituita con la trasformazione della Ferrovia Latina-Roma e della Roma Lido in metropolitana con elevata frequenza di passaggio.

In questo modo Marchi e Alemanno avrebbero dato seguito alle promesse elettorali per migliorare realmente la viabilità. Non fu così e furono acquistati tutti quei mezzi, assolutamente non indispensabili in quel momento quando i lavori stradali non erano nemmeno partiti. C’è poi da aggiungere che nel 2004 il costo presunto dell’opera era di 27 milioni, ma la gara venne poi appaltata per 163 milioni (più altri 74 per il deposito dei bus del quale abbiamo scritto ieri) senza che il Comune adeguasse la spesa a carico dei costruttori che in quella zona dovevano edificare.

La mancata subordinazione delle concessioni edilizie alla viabilità ha creato danni non solo per l’ambiente (vedi acqua inquinata a via Carucci in questi giorni), al paesaggio (vedi costruzione su aree destinate parco pubblico e vincolate a ridosso di un complesso medievale del X sec.) ma anche alla viabilità. Infatti nella stessa Valutazione di impatto ambientale di quella lottizzazione era scritto testualmente che “vista la condizione di traffico della via Laurentina fondamentale e propedeutica ala realizzazione della lottizzazione deve essere il già previsto prolungamento della Metro B”. Nonostante ciò il Comune ha dato le concessioni ai costruttori, mentre ad oggi le case vendute sono pochissime. I cantieri ancora aperti e la viabilità incasinata.

Silvio Talarico