Salute mentale, Zingaretti al Santa Maria della Pietà

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«Uniformare le linee guida dei distretti di salute mentale e difendere quei settori di cui non si comprende fino in fondo l'importanza». È questa l'idea del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ieri mattina ha incontrato cittadini, operatori e membri del Comitato psichiatria, riunitisi per rappresentare i problemi del settore della salute mentale e portarli alla sua attenzione.

L’incontro pubblico è andato in scena nel padiglione principale del dipartimento di Salute mentale (Asl RmE), a piazza Santa Maria della Pietà, e ha visto decine di lavoratori e dipendenti intervenire per evidenziare le criticità delle proprie strutture. «Siamo in una fase di storica e grave sofferenza», l’allarme del direttore del dipartimento di Salute mentale della RmE, Gianfranco Palma. «È un’agonia, si rischia l'interruzione di pubblici servizi come abbiamo già detto ai prefetti del territorio, la carenza di personale sta portando gli istituti alla chiusura e finora le istituzioni si sono chiuse in un silenzio assordante e in una imbarazzante assenza».

La richiesta del direttore è di «inserire questi nell’agenda dell'amministrazione, anche perchè il mondo della salute mentale è uno spaccato dei servizi sanitari e sociali in generale: bisogna passare dalla crisi al rinnovamento, con un nuovo sistema di welfare». Questo appuntamento, ha detto Zingaretti, «è l’inizio di un percorso, l’apertura di una fase costituente: se sarò presidente scriveremo insieme il piano sanitario regionale, che per fortuna è scaduto e va ridiscusso con unagrande azione d'ascolto». Per il candidato governatore, «lo sforzo enorme che sto cercando di fare per porre le basi per risolvere problemi delicatissimi e complicatissimi come quelli delineati, è quello dare a tutti la stessa visione complessa da cui bisogna uscire, e non dire a ognuno ciò che vuole sentire e rendendo così complessa la costruzione di un disegno unitario, che invece è la vera sfida da affrontare».

Comunque, ha sottolineato Zingaretti, «molte delle cose raccontate oggi sono figlie della cattiva gestione di una Regione stremata che va rifondata: questi problemi sono affrontabili solo in un quadro totale di riforma e discontinuità, basti pensare che partiamo con 22 miliardi di euro di debiti accumulati, di cui 10 solo della sanità». Insomma, ha concluso l'ex presidente della Provincia di Roma «dopo 7 anni di commissariamenti e di gestione finanziaria della sanità, non possiamo non ripartire da due semplici righe, quelle dell’articolo 32 della nostra Costituzione, e ridiscutendo con il nuovo governo e le altre Regioni la cultura e la concezione dei piani di rientro sanitario, recuperando prima di tutto però la credibilità». (Fonte Dire)