Tangenti Filobus: Dall’inchiesta Menarini spunta la Metro B

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Probabilmente il ruolo di Riccardo Mancini, l’ad di Eur spa dimissionario e oggi interrogato su presunte tangenti dirottate alla segreteria di Alemanno, non può essere ricondotto a quello di collettore per semplici “stecche”. Non ne è il tipo dato il suo carattere piuttosto deciso e poco avvezzo a ruoli di seconda se non terza fila. Lo si comprende leggendo i verbali dell’interrogatorio di Cola, uomo di fiducia dell’ex amministratore delegato di di Finmeccanica Guaraglini, introdotto nei sevizi segreti ed amico del faccendiere nero Gennaro Mokbel.

E’ appunto Cola a raccontare che lo stesso Mancini si era posto quale punto di riferimento per affari ben più importanti quali i lavori per la metro B sino a Casal Monastero, che non l’acquisto dei 45 filobus per il Laurentino.

Insomma dai verbali dell’interrogatorio Di Cola emergerebbe che Mancini si accreditava come più idoneo a favorire Finmeccanica, non solo per la sua vicinanza ed amicizia con Alemanno ma perché «l'AD della società che si occupava delle costruzioni della metro era un suo uomo e anche dopo l’eventuale assegnazione dei lavori deteneva tutte le deleghe necessarie per avere il totale controllo sulla gestione dell'ATI». Siamo nel 2009 e stiamo parlando di quella associazione temporanea di impresa che si sarebbe aggiudicato l'appalto del prolungamento della B1 sino a Casal Monastero. Si dà il caso che quell'appalto se lo aggiudicarono Salini, Vianini e Ansaldo quest'ultima del gruppo Finmeccanica, contro un consorzio di cooperative rosse e medi costruttori dell'Ater.

Un project financing di un milione di metri cubi e 555 milioni che suscitò qualche dubbio sulle modalità di assegnazione e culminò nel 2011 con un ricorso al Tar  delle cooperative, successivamente respinto. Fu nel febbraio 2010 che Cinque Giorni pubblicò una lettera del sindaco ai vincitori della gara per proporre una serie di “aggiustamenti”, prima che la delibera venisse sottoposta al Consiglio per essere approvata come avvenne agosto di quell’anno. Ovviamente quegli “aggiustamenti” per molti erano un “adeguamento” vero e proprio della gara vinta l’anno precedente anche sotto l’aspetto finanziario ma ormai la scelta Salini, Vianini e Ansaldo Finmeccanica doveva passare.

Ma è proprio di ieri la notizia pubblicata dal Corriere della Sera pubblicata in cronaca di Roma, che la commissione che nel 2009 aveva dato il via libera alla Salini erano poi gli stessi che decisero l’appalto dei filobus per tutt'altra gara. Sin qui si può anche sostenere la casualità, ma non è casuale che l’Ansaldo/ Finmeccanica faccia parte dell’ATI che vinse quel bando. La tempistica dà qualche indizio. Mancini entra in contatto con Menarini/ Finmeccanica agli inizi del 2009; nell’agosto di quell’anno il Sole 24ore ne anticipa l’esito e nel febbraio del 2010 Cinque Giorni pubblica la lettera del Sindaco che chiede gli aggiustamenti. Insomma il cerchio si stringe, ma il dato di fatto è che Finmeccanica nell’affare della metro c'è entrato, e come. Che questo corrisponda alle promesse di Mancini riferite dal Cola lo chiarirà la magistratura. gl