Fino a dove è arrivata la fiducia di Alemanno per Mancini?

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E così anche l'Ansaldo STS del gruppo Finmeccanica entrò nell’appaltone di 555 milioni di euro per il prolungamento della metro b sino a Casal Monastero, insieme ai due colossi delle costruzioni Salini e Vianini. In verità il progetto preliminare di prolungamento, ancor prima del bando di gara, risale addirittura al 13 febbraio del 2008, ma è solo nel luglio del 2009 che viene pubblicato il bando, mentre la gara verrà indetta nel marzo del 2010.

Nel luglio di quell’anno Il Sole 24 Ore preannunciò l’aggiudicazione alla associazione temporanea di impresa facente capo alla Salini. Ma qualcosa non funzionò perché il sindaco in una lettera chiese esplicitamente, a gara provvisoriamente aggiudicata, alcune modifiche finanziarie che parevano corrispondere all’offerta del gruppo che aveva perso l’appalto facente capo prevalentemente alle grandi cooperative delle costruzioni.

La lettera fu pubblicata il 23 novembre 2010 da questo giornale che si meritò una risposta se non sdegnata, tutt’altro che giustificatoria dell’allora assessore ai trasporti Marchi. Fatto sta che Roma Metropolitane, sin dall’inizio stazione appaltante grazie ai poteri commissariali del Sindaco per l’emergenza traffico, il 25 novembre del 2010 congela il bando assegnato con l’annullamento cautelare in attesa che intervenissero alcune modifiche più vantaggiose per il comune. Tutto si concluderà felicemente con la delibera consigliare del 5 agosto del 2011 seguita il settembre successivo dalla aggiudicazione definitiva, quasi contestualmente al ricorso al TAR del Lazio di CCC e Cmb successivamente respinto.

Questo lungo excursus e soprattutto il corrispondente timing, potrebbero anche essere utili alla pubblica opinione per chieder conto dello stato di un’opera di grande portata quale il prolungamento della metro B. Un tratto di linea sotterraneo lungo 3,8 km e comprende due stazioni (San Basilio e Torraccia/ Casal Monastero), un nodo di interscambio a ridosso del Grande raccordo anulare a Casal Monastero, un deposito secondario, per servire il sistema della linea B e due parcheggi per 2500 posti. Con una quota pubblica, che dovrebbe già essere impegnata, pari a circa 167 milioni di euro, di cui il 59% a carico della Regione Lazio, il 34% proviene dalla legge per Roma Capitale e il 7% a carico del Campidoglio e un project finacing per 750.000 metri cubi in aree adiacenti da valorizzare. A che punto siano i lavori non ci è noto, ma la vicenda ritorna alla ribalta oggi con la vicenda dell’ex amministratore delegato dimissionario di Eur spa Riccardo Mancini, che sarebbe coinvolto nella presunta tangente per i 45 filobus Menarini/ Finmeccanica.

Scorrendo le cronache di questi giorni risulterebbe chiaro (e lo abbiamo sostenuto in recenti articoli) che il ruolo di Mancini non poteva essere solo quello di collettore di tangenti, ma di deus ex machina sui grandi appalti nei confronti di un gruppo come Finmeccanica che alla fine nell’appalto per la metro B ci entra con L’Ansaldo. Grandi affari nel giro dei quali la regalia dichiarata dall’ex amministratore delegato di 60.000 euro semplicemente per la sua prossimità con il sindaco può anche apparire poca cosa, non certo per noi comuni mortali. I tempi ci sono tutti perché Mancini entra in contatto con Finmeccanica nell’autunno del 2008 e successivamente la Menarini vince la gara per 45 filobus ancora giacenti chissà dove.

Non è poi da escludere che Mancini, già imprenditore delle bonifiche speciali, non intrattenesse rapporti con quel Lorenzo Cola, coinvolto anche nell’affare del faccendiere nero Gennaro Mokbel, anche prima di qualificarsi nel 2008 quale uomo di fiducia del sindaco. In fondo gli elementi di comune prossimità politica a destra fra l’ex ad di Eur spa ed il fidato consulente dei vertici di Finmeccanica, Cola, a ben vedere non mancano. Resta il fatto che appena un anno e mezzo dopo l’aggiudicazione della gara per gli autobus, l’Ansaldo/ Finmeccanica si aggiudica sia pur provvisoriamente la gara per il prolungamento della metro B, mentre nel luglio del 2009 Mancini diviene AD di Eur spa. Se questi sono i tempi, ma soprattutto i risultati, si può dar credito alla notizia pubblicata ieri da Repubblica di un super pentito alto dirigente del Comune che punta il dito proprio sul ruolo onnipresente di Mancini come uomo di fiducia del sindaco quando si tratta di grandi appalti. Una sorta di delega o supervisione che Alemanno avrebbe affidato proprio a una delle colonne portanti della sua vittoria prima e della sua gestione del potere poi.

Da quanto trapela dalle indagini in corso e da quanto pubblicato sui verbali di interrogatorio di alcuni inquisiti pare aprirsi uno scorcio su un sistema di relazioni che va al di là dei 45 filobus per la Laurentina. Se poi il sindaco, che oggi si dichiara completamente estraneo alla vicenda, fosse all’oscuro di questo sistema e dei relativi intrecci di relazioni pare molto improbabile, ma non è certamente un reato.

Giuliano Longo