Tangenti Filobus: Alemanno trema

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Le deposizione spontanee dell'ex ad di Eur spa Riccardo Mancini sulle presunte tangenti per l’acquisto dei 45 filobus destinati alla Laurentina non sembrano aver placato quel nervosismo diffuso, quell’aria pesante che si respira ai piani più alti del Campidoglio. Lo testimonia il precipitoso rientro di Gianni Alemanno, sempre più cupo, dalla Terra Santa dove era in visita per la conferenza stampa convocata in fretta e furia giovedì scorso dopo una concitata riunione ristretta dei suoi fedelissimi, per allontanare ogni sospetto di coinvolgimento del sindaco.

Ma ieri sulla stampa cominciavano a circolare rivelazioni di super testimoni che preludono ad ulteriori sviluppi dai pericolosi risvolti mediatici. Nel corso della sua deposizione spontanea di venerdì sera, Riccardo Mancini avrebbe indirizzato l’attenzione degli inquirenti sulle sue responsabilità personali per una mazzetta o regalia di poco conto, a quanto pare senza convincere gran che gli inquirenti.

E’ forse questo clima che ha indotto il sindaco a ritardare di un giorno la presentazione dei tre nuovi assessori che sostituiranno Aurigemma, Ghera e Visconti nel quinto rimpasto voluto dal sindaco. Uno slittamento non riconducibile alla resistenza di qualcuno dei tre assessori candidati alle regionali, forse escluso Aurigemma che le dimissioni non ha visto di buon occhio. Passa quindi in secondo piano il rimpasto di una giunta agli sgoccioli mentre spunta sulla stampa il super testimone tutto interno alle segrete cose del palazzo o forse solo di Atac o di Roma Metropolitane. Così le voci di possibili dimissioni del sindaco cominciano a circolare con insistenza.

La situazione sarebbe precipitata proprio con le dimissioni di Mancini che aveva resistito alle rivelazioni stampa con il sostegno di Alemanno, tanto da venir riconfermato al vertice di Eur spa solo il giugno scorso. Anche se le prime notizie sulla presunta tangente di 7/800 mila euro furono pubblicate dal Messaggero il 28 aprile scorso.

Un anno nel quale sindaco e Mancini hanno strenuamente resistito contro ogni illazione. Per quanto la linea difensiva dell’ex AD di Eur spa ormai sia evidente, lo è altrettanto il fatto che quelle dimissioni scoprono un fianco al Sindaco e costituiscono un dato politico del tutto nuovo. Basti pensare al ruolo di Mancini, non tanto quale tesoriere della campagna elettorale di Alemanno, quanto quello di consigliere e di manovratore. Un imprenditore che per sua ammissione è stato molto vicino al sindaco nella gestione degli affari più delicati, tanto da meritarsi la fiducia di Finmeccanica e la riconferma sulla poltrona dell'EUR nonostante tutto. Voci e congetture, forse, ma con la ripresa dell’offensiva elettorale del Cavaliere favorita anche dallo scandalo Monte Paschi, la bomba tutta capitolina di Finmeccanica potrebbe creare seri danni al Pdl nazionale. In tal caso prenderebbe vigore la ventilata candidatura di Giorgia Meloni da gettare sul piatto ben prima della scadenza per le comunali di fine maggio.

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