Recup, arrivano i soldi. Ma 200 rischiano il posto

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Il Recup verrà pagato, ma a oggi è ancora senza ossigeno da quasi un anno. Ieri, in una assemblea dei dipendenti, il presidente della cooperativa Capodarco Maurizio è tornato a lanciare l’allarme dei mancati pagamenti da parte della Regione Lazio che stanno mettendo a dura prova le famiglie che hanno nel Recup una insostituibile fonte di lavoro e di sostentamento.

Ieri la Regione, dopo l’ennesimo annuncio dei lavoratori di una protesta di piazza programmata per oggi davanti alla sede della giunta in via Cristoforo Colombo (poi ritirato), ha annunciato che i pagamenti al Recup sono stati inseriti all’ordine del giorno dell'ultima seduta utile della giunta regionale prima dello stop elettorale.

Resta però l’allarme delle famiglie che lavorano senza ricevere lo stipendio e una situazione occupazionale ricca di criticità: «La situazione attuale – ha spiegato Marotta – ci vede con stipendi non pagati da quasi un anno. Siamo anche in prosecuzione di Cassa integrazione che ha portato nel 2012 a ridurre la struttura di 200 unità e per il 2013 le stime sono le stesse: a rischio altri 200 posti. L’anno scorso abbiamo raggiunto le 200mila ore di Cig. Attualmente prenotiamo il 20 per cento dell’offerta disponibile delle Asl e degli ospedali, un altro 20 per cento viene prenotato attraverso il Cup e il restante 60 per cento con accettazione diretta».

Il servizio resta però strategico all’interno dell’organizzazione della sanità regionale, anche se non è stata dedicato negli anni la giusta attenzione a un servizio così importante. Ora, in piena emergenza i lavoratori hanno chiesto ascolto alla Regione e dopo aver ribadito la prosecuzione dello stato di agitazione, ieri sono stati rassicurati, come ha spiegato Paolo Domenici della Uil Fp: «I dirigenti Regionali ci hanno comunicato che la Delibera con lo sblocco dei fondi Re.cup è stata firmata ed inserita all’ordine del giorno della Giunta Regionale del Lazio che si terrà in questa settimana. Una buona notizia, frutto anche del duro lavoro e pressione effettuato dalla Uil Fpl a tutela dei 2200 lavoratori Capodarco».

I lavoratori hanno deciso comunque di mantere un presidio fisso di protesta fino a quando non verrà effettivamente approvata la delibera che sblocca i pagamenti alla cooperativa.

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