Gianfranco Fini contro l’ex amico Francesco Storace

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Amarcord dei vecchi tempi fra Gianfranco Fini e Francesco Storace questa volta su fronti opposti. Ieri il presidente della camera intervistato al telegiornale da una tv privata ha esordito con un giudizio tranchant nei confronti dell'ex governatore del Lazio prima di Marrazzo. «È stato, si è ripresentato, è stato bocciato.

Evidentemente a giudizio degli elettori del Lazio non aveva ben governato». Endorsement senza risparmio per la candita centrista Giulia Bongiorno che «ha diretto la commissione Giustizia della Camera ed è stata una delle più strenui oppositrici di Berlusconi quando Berlusconi chiedeva le leggi in ragione dei suoi processi». Poi Fini ha citato uno degli slogan elettorali della candidata della sua Lista che è «fare giustizia, che significa anche fare pulizia». Aggiungendo in riferimento allo scandalo Fiorito: «Se si pensa a quel che è accaduto nella Regione Lazio, gli scandali che hanno portato alle dimissioni di Renata Polverini, credo che sia un impegno, quello di fare giustizia e pulizia, che va preso sul serio».

Non si è fatta attendere la reazione di Storace che ha ricordato come all'epoca della sua sconfitta alla Regione nel 2005 sembrava che Fini fosse dispiaciuto «evidentemente- ha aggiunto il leader de La Destra – mentiva anche allora. Farebbe prima a chiedere alla sua candidata se con me la giustizia ha fatto il suo giusto corso» con riferimento alla vicenda delle intrusioni informatiche negli archivi del Comune di Roma, il "Laziogate" da quale Storace è uscito assolto. Nella polemica non poteva mancare l’on Daniela Santanchè che già nel 2006 fu eletta alla camera nella lista di AN dalla quale uscì per candidarsi nel 2008 nella lista de La Destra allora alleata con Fiamma Tricolore per uscirne poco dopo ed entrare nei ranghi berlusconiani. Così ieri si è dilettata nell'attacco a quello che fu il segretario del suo partito affermando che «il presidente della Camera uscente dovrebbe preoccuparsi delle sue possibilità di vincere, non di quelle del Pdl e della Lega, anzi, delle sue possibilità di entrare lui stesso in Parlamento se è vero che Fli veleggia attorno a percentuali da prefisso telefonico. Fini infatti fa male a dichiararsi ottimista a riguardo, contando sull'apprezzamento degli elettori per la sua coerenza. Che concetto ha Fini del termine 'coerenza', lui che, partito dalla destra, ora è imbarcato su un carro diretto alla sinistra di Bersani e Vendola?». Insomma un presidente della Camera bugiardo ed incoerente per due esponenti politici che tutto sommato a Fini debbono molto.

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