Scandalo filobus, un\’assemblea di fuoco

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«E’ come negli anni 90, quando per i mondiali si faceva finta di fare opere pubbliche e invece si fanno tangenti». Il Consigliere del PD Andrea Santoro apre con queste dure parole l’assemblea sullo scandalo del Filobus organizzata presso l’American Palace dell’Eur.

«La filovia doveva essere ultimata nel 2011: il percorso partiva dalla Metro B Laurentina e con un ponte sul raccordo arrivava prima a Tor Pagnotta e poi a Trigoria. Ma Alemanno in armonia con i manifesti preelettorali “Filobus Veltroni spreco milioni” il 30 settembre 2008 sospende la gara accogliendo le proteste cittadini per poi farla ripartire in autunno con un progetto modificato ad hoc per soddisfare l’elettorato di centrodestra del villaggio giuliano, che chiedeva di cancellare il tratto di preferenziale tra la metro B e il loro quartiere per salvare i pini della Laurentina. Secondo Santoro però in questo modo il corridoio del filobus com’è «sarà un aborto che si interrompe in via dell’umanesimo» e i tempi di percorrenza salteranno.

Ci sta poi l’altra emergenza, quella del ponte sul raccordo: su questo punto Santoro mostra una lettera inviata a Repubblica dal presidente del consorzio “Tor Pagnotta 2” pubblicata il 31 gennaio in cui da una parte si dice di essere in attesa del permesso dall’Amministrazione comunale e dall’altra si aggiunge che il Consorzio non avrebbe vincoli di tempo, avendo in mano una convezione valida 10 anni a partire dal 21.12.2005 per realizzare l’opera. Se sulla Laurentina i lavori infiniti hanno ridotto al blocco la circolazione, sulla Tor de Cenci si stanno ancora facendo i sondaggi archeologici e forse a settembre partiranno i lavori ma senza preferenziali. L’opera quindi diventa dispendiosa e perfettamente inutile.

La parola passa ai comitati che evidenziano la lettera inopportuna del Consorzio: infatti la Delibera del Comune imponeva al Consorzio di realizzare il ponte e pagare il 10,8% della Filovia prima del rilascio delle concessioni, e allora è necessario che venga individuato quale funzionario abbia stipulato la convenzione senza rispettare la Delibera.

La domanda è rivolta al capogruppo capitolino del Pd Umberto Marroni che ci tiene a ribadire di non essere succube del costruttore di Tor Pagnotta: «Riducemmo la lottizzazione di 4 milioni di mc ma una sentenza assurda ora le vuole riproporre». Marroni poi torna sul filobus: «Alla fine la gara l’abbiamo bandita ma il problema nasce con Alemanno che blocca per 5 mesi l’aggiudicazione, forse per vedere chi la vinceva, poi a Ottobre la riprendono senza modifica aggiudicandola alla ditta che ha vinto la gara; nel 2009 viene poi avviata la procedura d'urgenza per acquistare i 45 Filobus che ora sono fermi, proprio come i lavori per le preferenziali: l’unica cosa che ha corso sono le tangenti che Mancini ha ammesso di aver preso e gli assessori e i dirigenti ATAC cambiati in quantità».

«E’ un grande scandalo – aggiunge- e noi lo dobbiamo denunciare così come dobbiamo denunciare il ponte che non si fa. Non è vero che Comune e ANAS non hanno dato il parere. Esiste e richiede un ponte a campata unica sul raccordo; in questo modo il ponte è più costoso e il Consorzio non vuole dare i soldi producendo danni al territorio. Bisogna fare una battaglia per fare completare l'opera e aiutare quei poveretti che abitano nei quartieri oltre al raccordo e rimangono bloccati nel traffico».

Silvio Talarico