Storace a caccia di voti: «Riduzione delle tasse locali»

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Una Roma più competitiva, più peso alle province, migliori cure per i malati, attenzione alle imprese. Francesco Storace ricorda bene quali sono le priorità di una Regione e in particolare del Lazio, e ieri nel presentare le sue proposte dal sito del movimento da lui guidato e sul glorioso "Giornale D'Italia" da lui riattivato sotto forma di sito online, ha dato anche lui la sua visione del da farsi, se gli elettori volessero tributargli il successo elettorale.

«Quattro i macroobiettivi che indichiamo sulla nostra rotta: fine di un'epoca caratterizzata da troppi anni dai privilegi della politica, che non è un'esclusiva del Lazio; stop al commissariamento della sanita' per una regione che torni finalmente sovrana nelle sue decisioni anche attraverso la rinegoziazione del suo debito, di duecento volte inferiore a quello dello Stato; riduzione del carico fiscale come leva per far ripartire consumi ed economia; sostegno ai ceti sociali più deboli, particolarmente esposti ai colpi della globalizzazione».

Le parole di Storace spaziano a tutto campo e sembrano disegnare una regione dove non ci sia più spazio per il passato, specialmente quello fatto di spese pazze e elargizioni di tutti i generi. Con il suo consueto tono diretto Storace parla di un Lazio che "riparte", quello che «rialza la testa dopo scandali che hanno visto finire meritatamente in galera chi li aveva provocati con le troppe bugie raccontate ai loro inquirenti». Chiara la risposta a chi nei giorni scorsi ha cercato di tirarlo dentro la bufera, tuttora in corso, delle spese al consiglio regionale, ma lui, l'ex presidente, rilancia e spara le sue proposte, puntando anche lui sul tema principe di questa duplice campagna elettorale regional-nazionale: le tasse.

«Sul piano fiscale abbiamo in mente una rivoluzione, che somigli a quella che nei nostri anni di governo plasmò di sociale l'intervento in economia. Pagarono meno le piccole e medie imprese, pagarono di più banche e assicurazioni. Primo impegno che intendo assumere in proposito è quello di azzerare del tutto l’addizionale Irpef sui redditi fino a 28 mila euro e di dimezzare l’addizionale Irap per le imprese operanti nei settori dell’agricoltura, delle costruzioni, del trasporto, del commercio e più in generale per le imprese manifatturiere. Un’operazione assolutamente sostenibile grazie al lavoro di riduzione del disavanzo sanitario svolto negli ultimi 3 anni».

Storace vuole andare anche oltre, e propone azioni nei confronti degli imprenditori e per la restituzione di parte dei maggiori introiti derivanti dal prezzo della benzina con l’indicizzazione del bollo. Insomma proposte concrete in salsa berlusconiana per uno Storace che, ancora una volta, parla alla pancia del suo popolo.

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