Cinque anni di ‘‘ossessione Ara Pacis’’ per Alemanno

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A ridaje con l’Ara Pacis. Mentre Roma brucia Gianni deve placare l’ossessione che lo tormenta da quando è salito al Campidoglio: mettere le mani sull’opera del Meier voluta da quello sprecone incolto di Veltroni.

E allora ci spiega che si tratta di un progetto discusso e concordato con l'archistar (consulenza gratuita?) e non di abbattere solo 15 centimetri di muro. «E’ il primo passo per un’opera di ristrutturazione dell’intera piazza Augusto Imperatore» rassicura inutilmente il sindaco. «Quindi non si tratta solo di abbattere un muro ma di rimodellare la zona».

La gara d'appalto è già pronta per mettere mano agli improcrastinabili lavori che Alemanno non vedrà mai realizzati da sindaco. Un bello spreco per una città piena di voragini, buche e dalla segnaletica inesistente.

Meno male che la ribellione a questa dissennata ed inutile operazione non viene solo da sinistra, ma addirittura dall’ex assessore alla cultura Roberto Croppi che lancia un appello alla comunità degli architetti affinché si mobilitino «contro un’iniziativa che costituisce un grave attacco all'autonomia del progettista e che rappresenta un inutile spreco di risorse senza nessuna giustificazione. Con i mille problemi che Roma ha in questo momento – aggiunge – l’idea di utilizzare quasi un milione di euro di denaro pubblico per un puro pregiudizio ideologico appare assolutamente incongrua. Spero che gli architetti romani si mobilitino contro questo ennesimo atto di degrado culturale che colpisce il cuore della nostra città».

Il capogruppo capitolino del Pd Marroni di milioni ne prevede invece due ma anche fossero solo (si fa per dire) centomila euro «questo dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la distanza abissale tra i bisogni della città e l’operato della Giunta Alemanno di questi anni».

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