I costruttori consegnano ai candidati alle regionali del Lazio i 10 punti per rilanciare l’edilizia

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Maggiore efficienza amministrativa regionale per «poter contare su un interlocutore credibile e affidabile», rispetto degli impegni contrattuali, razionalizzazione della spesa corrente e della gestione delle risorse pubbliche, definire nei primi 100 giorni una programmazione rigorosa delle risorse per gli investimenti a cominciare da quelle Ue, porre al centro del governo di territorio la fattibilità del riassetto e della riqualificazione urbana, salvaguardare le innovazioni procedurali e normative del Piano casa, rendere semplici e trasparenti le procedure ambientali e giungere rapidamente all'approvazione del Piano territoriale paesaggistico regionale (Ptpr), attivare e promuovere programmi di housing sociale per evitare il rischio di una nuova emergenza abitativa, agire sul mercato delle opere pubbliche per assicurare al sistema delle imprese certezza dei finanziamenti, trasparenza e salvaguardia dei principi della concorrenza, coinvolgere le imprese laziali nella realizzazione delle opere strategiche regionali, a partire dalla Roma-Latina.

È il decalogo dell'Ance Lazio presentato stamattina nella sede di via di Villa Sacchetti, dieci proposte ai candidati alla presidenza della Regione Lazio per aprire «una nuova stagione» per l'industria delle costruzioni e per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Il ciclo di appuntamenti dell’associazione con gli aspiranti governatori è stato aperto ieri con un incontro con il candidato del centrodestra, Francesco Storace.

«Siamo in un periodo drammaticamente negativo, molte imprese chiudono, decine di migliaia di operai hanno perso il posto, la permanenza del settore industriale, così importante per il territorio, è messa a repentaglio, ed è per questo – ha sottolineato il presidente dell'Ance Lazio Stefano Petrucci – che è fondamentale ospitare i candidati in casa nostra e far loro ascoltare, capire e condividere i nostri problemi». «Il sistema delle imprese si attende una svolta nella gestione della cosa pubblica. Da chi governerà la Regione nei prossimi cinque anni ci aspettiamo che si preoccupi esclusivamente dell’interesse collettivo e che sia in grado di tener fede agli impegni presi piuttosto che fare generiche affermazioni che – come già avvenuto nella maggior parte delle precedenti occasioni elettorali – finiscono poi per restare parole vuote».

Secondo l’associazione dei costruttori «competenza, responsabilità e rispetto delle regole dovranno rappresentare i tre cardini ai quali si dovrà ispirare l’attività della prossima giunta regionale. «Ai primi posti nel Decalogo per una nuova stagione vi sono le due emergenze del contenimento della spesa corrente, che passa necessariamente per una riorganizzazione della macchina amministrativa regionale, e la liquidazione dei debiti nei confronti delle imprese. A questo proposito, Ance Lazio ha chiesto che venga rispettato il diritto e si tenga fede entro i primi 100 giorni di governo, agli impegni contrattuali attraverso il pagamento alle imprese delle somme dovute per i lavori realizzati.

Alla soluzione del problema dei pagamenti deve poi far seguito l’approvazione di un vero e proprio piano per gli investimenti, trasparente per quanto riguarda le risorse disponibili e gli ambiti di utilizzo» Il ciclo di incontri dell’Ance Lazio con i candidati alle regionali proseguirà il 14 febbraio, quando il decalogo sarà portato all'attenzione di Nicola Zingaretti. Poi dovrebbe toccare a Giulia Bongiorno.