«Alemanno non si candida. Anzi sì»

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Mentre si approssima la scadenza elettorale i riflettori puntano lentamente sulle prossime elezioni capitoline di fine maggio. Fioccano allora voci e indiscrezioni su candidati che si contenderanno il governo di questa città. Dopo l’uscita l’altro ieri dell’on. Rampelli che non essendosi sposato con Alemanno, come ha dichiarato, vedrebbe con grande favore la candidatura della sua pupilla Giorgia Meloni, a seminare un pò di confusione ci ha pensato ieri il Cavaliere che ospite della Tv web del Messaggero se ne è uscito con la seguente frase: «Non sono a conoscenza della volontà del sindaco Gianni Alemanno di ricandidarsi o meno, se Gianni decidesse di farlo siamo pronti a sostenerlo».

Resosi conto dell’ambiguità della sortita sulle intenzioni del sindaco, si affrettava a ribadire il suo sostegno ad Alemanno con una successiva nota di agenzia. Nè poteva essere altrimenti a ridosso di un voto decisivo per le sorti della destra. Non è certo il momento di rovesciare i tavoli, anche se nelle scorse settimane Berlusconi non aveva nascosto la sua insoddisfazione per l’operato di questa amministrazione che potrebbe fargli perdere Roma magari dopo un esito nazionale tutto sommato non male. Ancor prima dell’uscita del Cavaliere, Gianni Alemanno aveva risposto alla domanda dei cronisti dopo la conferenza stampa dell'associazione “Peter Pan” e riferiva che Giorgia Meloni «non ha alcuna intenzione di candidarsi al Campidoglio », ma «se poi ci dovesse ripensare, allora faremo le primarie e vedremo chi è il più forte».

Pur dubitando della favola sulle primarie che sono naufragate mesi fa mentre la Meloni già invadeva la città di manifesti con la propria immagine ispirata, l’affermazione adombra la possibilità di qualche sorpresa, anche se Gianni la partita se la vuole giocare sino in fondo. Non che abbia un grande futuro politico se perde Roma, quindi confida sulla rimonta del Pdl alle politiche che potrebbe offrirgli qualche chance anche solo per arrivare al ballottaggio di giugno.

A dire il vero l’aria dei Sette Colli si va scaldando anche a sinistra con le recenti affermazioni di Goffredo Bettini su una sua eventuale candidatura alle primarie che questo giornale ha riportato per primo, affermazioni successivamente attutite con un lungo articolo su l’Unità. Ma ieri nei corridoi della Rai circolava voce che la nota conduttrice del Tg3 Bianca Berlinguer sarebbe seriamente intenzionata a concorrere per le primarie della sinistra. Voce che circola da tanto tempo ma che avrebbe ripreso quota dopo l’endorsement dello stesso Bettini che l’ha indicata, una volta cadute le sue preferenze per Gasbarra e Ignazio Marino, potenziali aspiranti a incarichi di governo. Se la temperatura nel Pd sale non pare che gli altri due candidati più significativi, Gentiloni e Sassoli, si scaldino gran che. Ma uscito di scena il capogruppo Marroni probabile parlamentare, la competizione potrebbe davvero restringersi a pochi candidati della coalizione. Anche perché il terzo incomodo, l’imprenditore Alfio Marchini si è dato parecchio da fare per ascoltare i bisogni e guardare alle emergenze della Capitale, senza risparmiare, quasi quotidianamente, critiche ad Alemanno.

Marchini va per la sua strada su una linea di orientamento civico popolare mentre il Pd deve ancora fare i conti con le sue varie componenti. Senza considerare che la probabile vittoria di Zingaretti gli conferirà il prestigio per far pesare la sua opinione anche sulle elezioni a Roma. Forse al di là di tante voci chi ci ha colto di più è ancora Dagospia, che prima dell’uscita di Bettini scriveva: «Sembra che il Pd romano abbia fissato le primarie al 7 aprile, in modo da vedere chi rimane senza posti al governo… Alfio Marchini per fotterli presenta la candidatura ai primi di marzo». Amen. gl