Intervista a Monsignor Feroci: «Ratzinger, il Papa della carità»

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Con le dimissioni di Papa Ratzinger dopo otto anni di pontificato si apre uno scenario nuovo anche per la città di Roma, da sempre abituata all'alternanza degli eredi di Pietro ma anche molto affezionata al "suo" vescovo, presente ogni domenica all'angelus di piazza San Pietro o nelle continue visite nelle quasi trecentocinquanta parrocchie romane. Il cuore dei cristiani (e non solo) a Roma ha vissuto in queste ore l'emozione di un annuncio inaspettato, per certi versi impensabile.

Abbiamo chiesto a Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma, che con le sue realtà di assistenza e sostegno è tutti i giorni nel cuore della città e vicina ai più poveri, di commentare questa storica notizia. 

Monsignor Feroci, Joseph Ratzinger dal 28 febbraio lascerà il ruolo di capo della Chiesa. Come devono interpretare questa scelta i cittadini della capitale?
"Il suo è innanzitutto un atto di coraggio e di amore per la Chiesa. E' ovvio che come fedeli della diocesi di cui lui è il vescovo siamo tutti rimasti scioccati alla notizia, che nessuno si aspettava. Benedetto XVI ha fatto tanto anche per la nostra città, ma ora dobbiamo accettare serenamente la sua decisione".  

Il papa ha motivato la sua scelta con motivi di salute.
"Riconoscere di non avere più le forze per guidare la Chiesa di Roma è un gesto di grandissima umiltà e intelligenza. Il papa appariva sempre più affaticato negli ultimi tempi. Anche venerdì scorso con sacerdoti e seminaristi, accogliendolo nel Seminario Maggiore, lo abbiamo trovato stanco. Guidare la Chiesa di Cristo è un servizio per svolgere quale è necessario impiegare ogni giorno il massimo delle forze, fisiche e intellettuali.  

Dal Seminario alle parrocchie, alla guida della Caritas, Lei è da cinquant'anni attivo nel cuore della capitale: sulla figura di papa Ratzinger ha un ricordo da raccontare?
Papa Benedetto, nel suo pontificato, ha fatto della carità uno degli aspetti prevalenti. Lo dimostrano le tre encicliche che ha scritto, ma anche il suo ultimo domumento, il messaggio per la Quaresima. Una predilezione a cui è seguito un rapporto speciale con i poveri di Roma, gli anziani soli e tutte le e tutte le persone emarginate. Storica è statala sua visita all'Ostello della Caritas di Roma nel 2010.  

Ora la città si prepara all'arrivo di un nuovo pontefice.
"La comunità cristiana di Roma resterà vicina a Benedetto XVI che ha deciso di tornare alla sua attività di studioso. Ora parte l'organizzazione del conclave e una fase delicata per tutta la Chiesa. Dal primo marzo la sede di Pietro sarà vacante".

Francesco Unali