Ora Ratzinger riposerà a Castel Gandolfo. Il parroco: «Non era più lo stesso»

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Sgomento e incredulità sono state le prime reazioni di ieri alle imminenti dimissioni di Papa Benedetto XVI. La notizia, annunciata dal Santo Padre come un fulmine a ciel sereno, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto, ha fatto il giro del mondo per poi tornare qui, a Castel Gandolfo, residenza estiva pontificia e luogo dove, l'ormai non più Papa, monsignor Joseph Ratzinger, soggiornerà in attesa che siano terminati i lavori presso il Monastero delle suore di clausura della Santa Sede.

L’arrivo è previsto dopo le ore 20 del 28 febbraio, quando cioè inizierà il periodo vacante, o al più, il mattino successivo. Tutta la comunità, abituata a vivere il Santo Padre da vicino e a stringersi attorno al palazzo apostolico per l’Angelus domenicale e in occasione delle udienze del mercoledì durante tutto il periodo estivo, da luglio fino ai primi di ottobre, è rimasta incredula.

«Sono rimasta molto amareggiata – commenta il sindaco Milvia Monachesi, che eletta nel 2012 proprio la scorsa estate ha avuto l’occasione di incontrare il Pontefice per la prima volta -. Credo che sia un gesto estremamente coraggioso e sintomo di grande determinazione, che va rispettato. Da primo cittadino sono contenta di sapere che verrà a Castel Gandolfo perché vuol dire che considera la nostra città come la sua seconda casa».

Ma che qualcosa non andasse forse lo si percepiva già da questa estate. «L’ultima volta che l’ho visto, lo scorso 30 settembre in occasione dell’ultimo Angelus prima del ritorno in Vaticano – ricorda il parroco della chiesa di San Tommaso di Villanova, Don Pietro Diletti – ha rivolto ai presenti un saluto diverso, più profondo, come se sentisse che quello fosse realmente il suo ultimo Angelus qui da noi».

E in merito alle reali motivazioni Don Pietro Diletti dice di averlo visto molto affaticato. «Ora che le cose sono più calme – conclude Don Pietro Diletti -, dopo lo scandalo degli abusi sui minori fatti da religiosi, forse, ha voluto ascoltare il parere del suo medico».

Michela Emili