Voto “negato” per 70 mila rumeni

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Il Comune di Roma scrive lettere ai cittadini rumeni che abitano nella capitale invitandoli a votare, ma non li aiuta a esercitare effettivamente il loro diritto di voto, costirngendoli a svolgere una serie di pratiche burocratiche che possono essere effettuate in un solo ufficio del comune di Roma: quello elettorale di viale Marconi.

Nulla di irregolare, per carità, ma con una piccola differenza: i "rumeni romani" sono la comunità straniera più grande della capitale, ben 70mila residenti, e senza una procedura più snella per ottenere il certificato elettorale la stragrande maggioranza di loro, molto impegnata in piccole attività imprenditoriali o in lavori nel sociale e nell'assistenza come badanti o infermiere, non potrà esercitare il diritto di voto alle prossime elezioni comunali.

La denuncia, dopo l’articolo di Cinque Giorni che denunciava lo scorso diciassette gennaio l’esistenza della lettera del comune, arriva dal partito social democratico della romania che qui a Roma si è attivato da tempo per tentare di garantire l'esercizio del diritto di voto, nel rispetto della legge italiana, ai cittadini nati in Romania. Un impegno partito da lontano con i contatti con i partiti politici dei vari schieramenti, che però dopo un iniziale interessamento, non sono andati al fondo della questione.

«Ci hanno dato tutti la loro disponibilità, sia destra che sinistra, ma poi non è arrivato nessun impegno concreto» spiega Florim Tataru, leader del Psd – diaspora di Roma e rappresentante dei romeni qui a Roma. In effetti di piccoli passi se ne sono fatti, come l’accordo di fine 2011 con il Pd Roma ratificato a livello romano, dopo la firma nazionale avvenuta all’inizio del 2011. Un patto tra i due partiti, per coinvolgere la popolazione rumena a Roma, sviluppare insieme iniziative politiche e collaborare attivamente anche attraverso i circoli locali per sviluppare le relazioni tra Pd Roma e la comunità rumena.

«Stiamo lavorando per una maggiore integrazione della nostra comunità e crediamo che il diritto di voto sia un elemento fondamentale per contribuire a questo processo» – prosegue Tataru. Moltissimi rumeni vivono e lavorano a Roma da tanti anni, ma non sono informati sui loro diritti. La legge permette loro di votare alle elezioni amministrative e a quelle europee, ma essendo obbligati dai meccanismi attuali a recarsi personalmente all’ufficio elettorale del Comune, moltissimi non lo faranno mai.

«Molti membri della nostra comunità non sono informati e pensano di potersi recare alle urne con il solo documento – denuncia ancora Tataru – C’è una grande confusione in questo e bisogna fare qualcosa, anche perchè sono decine di migliaia di voti che ogni anno vanno dispersi». Con l’approssimarsi delle elezioni comunali i rappresentanti del Psd – diaspora di Roma chiedono un intervento da parte del Comune di Roma. «Stiamo cercando l’aiuto delle istituzioni perchè si possa approvare in tempo utile un regolamento che permetta di spedire all’indirizzo di residenza la tessera elettorale, per permettere effettivamente la partecipazione della comunità rumena di Roma al voto delle comunali».

Un atteggiamento, quello della politica, che sembra essere di prudenza, di fronte alla percezione fatta a volte di pregiudizi sulla popolazione rumena che invece lavora e produce reddito nella capitale.

Per tutti i cittadini rumeni interessati ci si può rivolgere alla sede della Federazione romana del Pd in via delle Sette Chiese 142 – tel.06.90206052

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