Alemanno prova a riconciliarsi con Berlusconi

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Salvataggio dal default; riforma di Roma Capitale; pieno sostegno alla candidatura olimpica. Sin dall’inizio del suo insediamento, e per tutta la durata del mandato – ha detto il sindaco Gianni Alemanno, incontrando ieri in Campidoglio il leader del Pdl – il Governo Berlusconi ha mostrato ampia attenzione e sensibilità alle problematiche della Capitale».

Una bella sviolinata al Cavaliere che sino a pochi mesi pareva al nostro sindaco “antico” e superato tanto da invocare le primarie ed il trionfo di Alfano per poi convergere sull’area moderata di Monti.

Ma poi Berlusconi è tornato alla grande e allora tocca abbozzare, così va il mondo e soprattutto la politica. Ecco allora il sindaco annunciare che è stato il Cavaliere a salvare dal default economico-finanziario Roma Capitale, Lui che ha affrontato e risolto la grave situazione del bilancio con la Gestione Commissariale e il piano di rientro. Ma non finisce qui perché il governo Berlusconi con la riforma di Roma Capitale ha contribuito «all’evoluzione prospettica» (sic, letterale nel testo ndr) della Capitale d’Italia attribuendole un primo nucleo di funzioni amministrative.

C’è di più: sempre Lui ha sostenuto la candidatura olimpica di Roma che quel cattivaccio di Monti ha bocciato. Ma Alemanno, dato a Cesare quel che è di Cesare, non dev’essere proprio sicuro che Berlusconi vinca e allora dice che farà una serie di richieste a tutti i candidati presidenti per «salvare l'economia di tutti i comuni», anche se sarebbe già molto salvare quella romana. Perché se il futuro governo nazionale scommetterà su Roma Capitale, «Roma potrà essere il volano che porterà il paese fuori dalla crisi».

Insomma una conferenza stampa fra Gianni ed il “non candidato” presidente del consiglio del centrodestra, che vorrebbe suonare un po’ come riconciliazione dei passati dissapori. Ma soprattutto come palese e pubblica riconferma di Alemanno a candidato sindaco. Sì, perché ce ne son volute di belle e di buone a convincere Silvio sulla necessità di sostenere Alemanno almeno per ora, in attesa dell’esito elettorale. E soprattutto a schiodarlo dalla infausta previsione dei sondaggi che danno il sindaco e il Pdl in picchiata qui da noi. Ecco perché Rampelli sapeva di sfondare una porta aperta quando qualche giorno fa dichiarò di veder di buon occhio la candidatura di Giorgia Meloni.

Ecco il perché di quel lapsus, sempre di pochi giorni fa, quando Berlusconi, in una intervista al Messaggero, rispose di non sapere se Alemanno si sarebbe candidato o meno, salvo poi smentire e riaffermare la propria fiducia in Gianni con una successiva precisazione stampa. Basterà la sceneggiata di ieri a garantire il futuro di Alemanno? Con Berlusconi niente è sicuro. Dipenderà da tante cose, in primis dal prossimo risultato elettorale soprattutto a Roma dove Zingaretti potrebbe stravincere. Allora, mentre si dovrà affrontare il problema della governabilità del Paese, può darsi che il Cavaliere si rassegni a perdere Roma. Ma se appena appena il Pdl dovesse riprendere fiato con una eccezionale rimonta, anche se non proprio la vittoria, la battaglia di Roma diverrebbe strategica per gli equilibri nazionali. E allora Gianni potrebbe essere un ostacolo da rimuovere, soprattutto se le vicende giudiziarie di personaggi a lui vicini dovessero prendere una brutta piega. 

 

Giuliano Longo