Capodarco: «Recup, senza pagamenti domani la chiusura

0
35

Blocco del call center, messa in mobilità di 700 operatori e una serie di conseguenze, da quelle occupazionali fino a quelle psicologiche sui lavoratori ancora tutte da verificare. Da domani infatti il servizio del Recup regionale, gestito dalla comunità di Capodarco, sara' interrotto e saranno avviate le procedure per la messa in mobilità dei 700 operatori attualmente in organico.

Una realtà di grande importanza per il rapporto tra i cittadini e la sanità del Lazio e un servizio che dà lavoro a tantissime persone, spesso con disabilità. L'annuncio arriva tramite una lettera inviata, tra gli altri, anche al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e al commissario della Sanita' del Lazio, Filippo Palumbo.

La questione è ormai annosa e ha al centro l'ennesimo caso di mancati pagamenti da parte della Regione Lazio. Ma in questo caso, oltre a portare al collasso un servizio che da oltre dieci anni fornisce il supporto necessario alla prenotazione delle visite mediche e degli esami diagnostici nelle strutture sanitarie pubbliche della nostra regione, rischia di trascinarsi appresso la dignità e il lavoro di 700 famiglie.

«Facendo seguito ai nostri reiterati inviti a regolarizzare la situazione relativa ai pagamenti maturati per lo svolgimento del servizio Recup nell'intero anno 2012 rimasti a tutt'oggi inascoltati, ed infine non ultimo all'invito pressante rivolto con nostra nota alla societa' Lait, richiestoci dalle banche finanziatrici, a voler produrre una conferma del'esistenza dei crediti in essere per l'attivita' svolta da prodursi per il termine ormai trascorso del 5 febbraio scorso, la scrivente societa' informa che e' costretta a procedere all'interruzione del servizio a far data dal prossimo 14 febbraio».

La lettera, firmata dal presidente della cooperativa Capodarco, Maurizio Marotta sottolinea inoltre che finora la Regione non ha riconosciuto l'esistenza di un debito verso Capodarco, pur avendo la cooperativa «condotto sin qui l'attività in maniera regolare». Per questo la cooperativa dichiara di non poter fare altro che chiudere bottega, mentre si prepara, come scrive nella lettera, ad «assumere in tutte le sedi competenti le azioni di responsabilità nei confronti degli enti competenti e finanche in capo a singoli per condotte omissive e/o eventuali abusi che dovessero essere riscontrati».

Questa la questione, da tempo e senza risposta sollevata dalla coperativa di servizi. Una risposta che nel pomeriggio di ieri sembra arrivare con un laconico e un po' seccato comunicato della Regione che recitava così: «La questione sollevata in modo del tutto strumentale sarà risolta nei prossimi giorni, come è ben noto ai dirigenti della cooperativa di Capodarco. Di conseguenza, il finanziamento atteso sarà trasferito alla società regionale Lait, titolare del servizio Recup, che a sua volta provvederà ad erogare i fondi a Capodarco per le prestazioni erogate nell’anno 2012».

Intanto però fioriscono i commenti e le dichiarazioni di solidarietà. Come quella di Claudio Cecchini, ex assessore alle politiche sociali della Provincia di Roma e candidato alle prossime regionali: «La chiusura del servizio Recup – il numero verde gratuito con cui le persone possono prenotare le visite mediche, evitando file e con tempi rapidi e certi, prevista per giovedì 14 – è la conferma che la gestione della Sanità nella nostra regione deve cambiare e in modo radicale». Come se fosse normale non ricevere i fondi necessari a far lavorare un servizio per un intero anno solare.

F.U.