Corsa al Campidoglio, Marroni : «La stagione di Bettini è conclusa»

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Umberto Marroni, capogruppo capitolino del Pd, pare proprio non abbia gradito l’auto candidatura di Goffredo Bettini alle primarie del Pd per la scelta del futuro sindaco. Dopo un lungo preambolo sul necessario rinnovamento rappresentato dalla stessa candidatura di Nicola Zingaretti alla presidenza della Regione, Marroni spiega che per Roma è necessario «un sindaco del saper fare» come lo fu Petroselli, e non un sindaco «immagine». Inoltre per rimettere in sesto la città devastata da Alemanno le ricette del passato non sono più riproponibili.

Per questo, aggiunge «credo che Goffredo Bettini che ha dato un importante contributo alla vita politica e amministrativa della capitale degli ultimi venti anni, è stato protagonista di una stagione che ad oggi può dirsi definitivamente conclusa con la sconfitta del 2008 di Francesco Rutelli». Dopo aver rivendicato il ruolo dell’opposizione in questi anni di governo della destra, Marroni giudica quantomeno ingeneroso il giudizio sulle quattro candidature in campo nelle primarie per il Pd. «Ingeneroso» non solo nei suoi confronti, ma anche nei confronti del capo delegazione in Europa del PD Sassoli, dell’ex ministro della Repubblica Gentiloni e dell’ex assessore della Giunta Zingaretti, Patrizia Prestipino.

A complicare le cose è apparso ieri un articolo sul quotidiano on line lettera 43 secondo la quale l’ipotesi della conduttrice del Tg3 Bianca Berlinguer non dispiacerebbe a Nicola Zingaretti, ma nemmeno a Massimo D’Alema che vorrebbe «anestetizzare la candidatura renziana di Paolo Gentiloni e, soprattutto, l’ascesa di David Sassoli, sostenuto da Dario Franceschini, Anna Finocchiaro e Matteo Orfini». Sempre secondo il quotidiano on line “l’antica ruggine” tra Goffredo Bettini, che pure ha sponsorizzato Bianca Berlinguer, e “l'asse” fra Franceschini/Sassoli “ha origini antiche e affonda le radici nella mancata candidatura di Bettini come capolista alle europee di quattro anni fa a vantaggio proprio di Sassoli”. La possibile guerra dei veti incrociati sul proscenio de Democratici romani preoccuperebbe i vertici del partito al Nazareno tanto da far circolare la voce di un possibile accantonamento delle primarie e di una possibile indicazione dai vertici del Pd. In ogni caso tutto dipende dall’esito delle elezioni e dagli equilibri politici che si determineranno.

Giuliano Longo