Discarica Malagrotta, stop dall’Ue

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Un altro “uppercut”. Per usare una metafora pugilistica, la gestione dei rifiuti del Lazio ha subito un altro brutto colpo, quasi da knockout. L'ennesima pesante bocciatura, infatti, arriva dall'Unione Europea che mercoledì prossimo approverà in aula la relazione finale della Commissione per le petizioni. E ciò che è trapelato in queste ore non lascia davvero dubbi.

«La situazione della regione Lazio resta molto critica – si legge -. I poteri di emergenza sono controproducenti, oltre che in flagrante violazione della legislazione dell’Unione europea». D'altronde l'11 aprile scadrà la proroga per i rifiuti non trattati di Malagrotta, quella che dall'Ue descrivono come «una delle più grandi d'Europa che da tempo avrebbe dovuto essere chiusa.

Ci vorranno cinque anni per bonificare l'area». La relazione della Commissione dell'Ue evidenzia poi le difficoltà del commissario Goffredo Sottile. «Sottile ha comunicato che Monti dell’Ortaccio diventerà un sito temporaneo per 18 mesi, durante i quali si provvederà a scegliere un sito alternativo. Il commissario, pur conscio delle obiezioni, dichiara di non essere al corrente della potenziale illegalità della proposta». I commissari europei si chiedono poi «come mai la società Colari di Cerroni ottenga tutti i contratti per le discariche».

Insomma una critica praticamente su tutta la linea, se si eccettua la breve approvazione all'intenzione del ministro dell'Ambiente Clini di aumentare la raccolta differenziata. Ma evidentemente questi pareri non sconfortano le istituzioni nostrane che si occupano dalla vicenda: giovedì pomeriggio il vertice tra Ama, Comune, Provincia, Regione e il prefetto Sottile ha deciso di accelerare la realizzazione dell’impianto di tritovagliatura di Rocca Cencia da parte di Colari (dovrà essere pronto in tre mesi) e ha respinto l'idea per un analogo impianto a Malagrotta. Si andrà fino al Consiglio di Stato, invece, per ribadire la bontà del decreto Clini (quello che consente di portare i rifiuti negli impianti di trattamento non romani) “sospeso” dal Tar: un ricorso che sarà sostenuto e presentato anche dal Comune di Roma.

A proposito di Malagrotta, intanto, arriva una importante notizia. Dal 21 febbraio il Politecnico di Torino effettuerà le prime indagini sulla discarica. E' questo l'esito del ricorso di Codici al Consiglio di Stato. «Il collegio di verificazione – dicono dall'associazione

– dovrà valutare specificamente se è vero che a monte della discarica la falda non si inquinata e quindi l’acqua sia potabile; se gli agenti inquinanti rinvenuti siano o meno conseguenza dell’inquinamento da discarica; se nell’area si registra un’alta concentrazione di metalli ». L'Ue intanto ha bocciato la gestione dei rifiuti del Lazio in cui è stata decisa la realizzazione dell’impianto di tritovagliatura di Rocca Cencia e bocciato il progetto per un analogo impianto a Malgrotta. «Finalmente ci siamo – ha commentato Marisa Barbieri, responsabile del Codici –. Lanciamo l’iniziativa di mobilitazione dei cittadini per sostenere la verifica delle condizioni di salubrità della zona di Malagrotta. Finalmente scopriremo gli elementi inquinanti presenti a Malagrotta e le cause che li hanno determinati». Per la Barbieri attraverso la consulenza tecnica si farà luce su una situazione «che dura da fin troppo tempo e che mette a rischio la salute dei cittadini. Per questi motivi sosteniamo con forza la mobilitazione del 21 febbraio per sostenere l’avvio indagini sui terreni di Malagrotta».