Luigi Crespi cerca lavoro, a destra le porte sonono sempre aperte

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Che la storia fra Gianni Alemanno ed i suo spin doctor Luigi Cespi fosse finita da tempo lo aveva preannunciato Cinque Giorni alla fine dello scorso anno,  così come aveva preannunciato l’arrivo di un altro lombardo al suo posto, Alessio Fronzoni, proveniente da una nota agenzia di comunicazione,  il quale  già da tempo staziona in Campidoglio. Luigi se ne va lasciando il sindaco, almeno a suo dire, al 50% dei consensi con un trend positivo spesso rilevato  dai sondaggi  effettuati anche dalla società di ricerche demoscopiche della moglie di Luigi.

Risultati che ad una mente normalmente raziocinante avrebbero dovuto consigliare di tenerselo buono Giggino anziché spingerlo a cercar lavoro addirittura da un  futuro competitor  di Alemanno quale Alfio Marchini.  Come risulta dal cinguettio fra i due con alcuni twitt di non molto tempo fa. Purtroppo per Luigi pare che i suoi spins e counsellors  Alfio se li vada a cercare oltre oceano forse perché di quelli nostrani non si fida molto.

Eppure  Cespi è riuscito a portare il sindaco meno amato d’Italia a  livelli di consenso inimmaginabili, sbaraccando tutti i falsi sondaggi che vedono Gianni in picchiata, compresi quelli veri del Cavaliere che per ora sopporta ancora Gianni obtorto collo. Così l’uomo che ha lasciato il sindaco con il 50% del gradimento dei romani viene liquidato senza tanti complimenti e per di più a ridoss delle elezioni comunali . Qualcosa non ci quadra.  Fortunatamente per lui,  il sistema di relazioni di Crespi è ricco e collaudato anche in Rai dove un tempo entrava ed usciva dagli uffici come a casa sua.

Quindi  al più presto Luigi  troverà una collocazione adeguatamente remunerata ma ormai per lo spin è giunta l’ora  di cambiare imbarcazione, anzi, addirittura rotta. Qualche segnale lo si è già visto nella rinnovata, anzi antica  amicizia con il candidato radicale alla Regione Giuseppe Rossodivita che peraltro è il legale del fratello di Luigi, Ambrogio Cespi che ci pare, ma non vorremmo sbagliare, ancora detenuto a san Vittore in quel di Milano.

Anche se non pensiamo che i seguaci di Giacinto Pannella possano permettersi di pagare quello che Alemanno ha sborsato in questi anni per Giggino. Certo i fasti di quando era il sondaggista di fiducia del Cavaliere agli inizi di questo secolo non si rinnoveranno, né sarà facile trovare uno come Alemanno che tolta qualche frequentazione  Rai di comunicazione ne capisce ben poco. Tuttavia a destra qualche porticina potrebbe  ancora schiudersi. Ne approfitti, c’è sempre da rifare il look mediatico a Giorgia Meloni che negli ultimi tempi in Tv si è mostrata nervosetta e volgarotta.

gl