Comitati, ecco le sedi di Marchini e Gentiloni

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Eppur si muove. Finalmente la sinistra capitolina si rende conto che fra una settimana, appena deposta l’ultima scheda nelle urne e qualunque sia l'esito elettorale, si apre un altro scontro politico di grande significato, quello per la conquista del Campidoglio.

Aveva aperto le danze già Goffredo Bettini con l’idea di candidarsi alle primarie di coalizione considerando inadeguate le candidature sino ad oggi sul tappeto per una realtà complessa e difficile qual è Roma. Intenzione che pare confermata da un suo lungo articolo pubblicato giovedì su l’altro quotidiano del Pd, Europa, che sa molto di programma elettorale in bozza. Poi Marchini ha inondato la città di manifesti con il cuore spezzato di Roma che merita qualcosa di più, magari cacciando via Alemanno (nostra libera interpretazione). E giovedì l'ex ministro Gentiloni ha presentato il suo programma in vista delle primarie (del quale riferiamo a parte) in via delle Botteghe Oscure. Alemanno è da sempre in campagna elettorale e poi non è di sinistra. Elezioni, partiti, supporters, fans e comitati.

Comitati uguale sedi. Zingaretti fra pochi giorni chiuderà la sua sulla Cristoforo Colombo, abbastanza vicina al quotidiano la Repubblica. Una sede sobria, centrale, accessibile un po' anonima ma efficiente come vorrebbe essere il suo governo della Regione.

Gentiloni il suo comitato l'ha allocato nel palazzone di Botteghe Oscure antica sede del PCI. Proprio a livello della strada dove c'era la mitica libreria Rinascita (nel nome dell'antica rivista teorica, come si definivano allora i laboratori di pensiero) che fu luogo d'incontro e discussione per tutta l'intellighenzia di sinistra romana e non solo. Nulla di evocativo, per carità. Gentiloni viene da ben altra estrazione: cattolico, Popolare, Margheritino e dirigente del Pd rigenerato. Una storia, la sua, ben lontana da quella dello storico palazzo che il Pci dovette vendere ad Angelucci per ripianare i suoi bilanci. Eppure, le sedi dei comitati talora esprimono l'animus, la mission e le intenzioni dei candidati.

Nel caso di Marchini, candidato civico, popolare e non di partito, ci attendavamo una sede consona al suo rango di imprenditore, finanziere ecc. ecc. ecc. Magari all'EUR vicino alla Confindustria in viale dell'Astronomia con acciaio, alluminio e cristalli. Oppure a piazza Colonna o al Tritone, arredi austeri ma lussuosi con qualche tocco di antiquariato. Invece Alfio e il suo staff si vanno a piazzare sull'Ostiense a fianco alla Centrale Montemartini, dietro al Gazometro e di fianco a una palazzina occupata con tanto di bandiera rossa e falce/ martello. Una sede pop sul postindustriale, poco raffinata, un po' frikkettona, ma nel cuore di quella ex zona industriale che attende di essere risistemata dai tempi di Veltroni. La Garbatella, oltre il ponte intitolato al reduce dai campi nazi Spizzichino, il Tevere con i suoi dismessi docks. Marchini è davvero imprevedibile e c'è da scommettere che prima poi coprirà la palazzina di graffiti post moderni. Un bel graffito da centro sociale, con un pugno chiuso in rosso e sfondo di ciminiere scure; non guasterebbe proprio in onore delle tradizioni di famiglia.

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