Filobus della vergogna, protesta al Laurentino

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"Filobus vergogna Capitale” è la scritta che campeggia sullo striscione appeso sulle recinzioni dei cantieri della Filovia “Laurentina -Tor Pagnotta- Trigoria”.

Dietro allo striscione sventolano le bandiere del Partito Democratico che ieri sera ha organizzato una manifestazione di protesta nel piazzale del Municipio XII, ai bordi della consolare martoriata dai lavori che sarebbero dovuti terminare un paio di anni fa e invece sono ancora in alto mare. Dopo l’assemblea organizzata sempre dal PD nella sala conferenze dell’American Palace la scorsa settimana, non si fermano le iniziative per tenere alta l’attenzione sullo scandalo che, dopo la confessione da parte degli imprenditori della Fintecna di tangenti elargite alla sua Segreteria e le dimissioni dell'AD di Eur spa, fedelissimo e primo finanziatore della campagna elettorale del Sindaco, sta affondando la Giunta Alemanno.

“Andremo avanti con le iniziative fino a quando non sarà data una parola certa sulla fine dei lavori, e soprattutto fino a quando il Comune non costringerà il Consorzio Tor Pagnotta 2 a costruire il ponte sul raccordo senza il quale il Filobus non potrà entrare nel quartiere dove farà capolinea, né sarà mai completato” dichiarano all'unisono il Coordinatore del Pd romano Marco Miccoli, il Consigliere Comunale Capogruppo PD Umberto Marroni e quello Municipale Andrea Santoro. «Il sit in di oggi in via Laurentina sull'emergenza filobus è il primo di una lunga serie. Staremo nelle piazze e nelle strade, a fianco dei cittadini, fino a quando non avremo risposte certe dal sindaco Alemanno e dal presidente del Municipio Calzetta sui tempi di realizzazione del corridoio della mobilità, e chiarezza sulla vicenda giudiziaria legata a questo progetto» aggiungono i consiglieri.

«Durante il presidio di oggi abbiamo parlato con centinaia di cittadini ed automobilisti arrabbiati per i lavori interminabili, e delusi perché quest’opera pubblica sta diventando un monumento allo spreco di denaro pubblico. Abbiamo esposto uno striscione di 15 metri che riassume tutto: ‘Filobus, vergogna capitale». «Noi – concludono Marroni, Miccoli e Santoro – alle vergogne non ci siamo mai rassegnati: l'abbiamo dimostrato, lo dimostreremo ». La strada che dovrebbe portare al capolinea è un sentiero costellato da rifiuti, detriti edili e blocchi di cemento, e finora è servita solo a favorire lo sconfinamento dei palazzoni sulle aree destinate a parco pubblico. Ci sta poi un’altra ombra che incombe sulla vicenda: l’IRIFintecna era anche la proprietaria dei terreni sui quali si è sviluppata la lottizzazione di Tor Pagnotta. Su questi terreni ricadono beni monumentali che rendevano l'area vincolata dal Codice per i Beni Culturali ma nonostante ciò le costruzioni sono andate avanti seppure molte sono rimaste incomplete e incombono come giganteschi scheletri di cemento su quella che dovrebbe essere la strada per la filovia. Un’inchiesta è stata aperta anche sui finanziamenti per l’acquisizione dei terreni, mentre i rappresentanti dei comitati hanno denunciato in Procura che in base alla Delibera del Consiglio Comunale le concessioni non potevano essere rilasciate fino a quando il ponte e le altre opere di viabilità esterna non fossero state realizzate.

Questa prescrizione poi non è stata applicata nella Convenzione che il Comune ha sottoscritto con il Consorzio ed è stata ignorata anche la Delibera del Comune di cui Almenno si è fatto vanto, che dal 2009 imponeva la realizzazione della viabilità e delle urbanizzazioni prima del rilascio delle Concessioni (Delibera inutile visto che tale regola era già contenuta nel Piano regolatore). Una seconda denuncia è stata presentata per il mancato adeguamento del contributo del 10,8% del costo della Filovia a carico dello stesso consorzio, calcolata inizialmente su una base presunte di soli 27 milioni contro gli oltre 250 del costo effettivo. Infine i cartelli dei lavori indicano la dicitura Laurentina-Tor Pagnotta- Trigoria quando il tratto fino a quest'ultimo quartiere non risulta ad oggi finanziato. “Filobus di Veltroni spreco di milioni” dichiaravano i cartelloni elettorali del candidato sindaco Alemanno che aggiungeva «se sarò eletto cancellerò il Filobus per sostituirlo con una ben più efficiente metropolitana leggera». Infatti l’opera fu sospesa ma di leggero finora sono arrivate solo le belle parole e pesanti indagini della Procura.

Silvio Talarico