La campagna si chiude senza riempire le piazze

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La pacifica invasione del popolo di Beppe Grillo in piazza San Giovanni sarà certamente l’evento clou tra i comizi elettorali di questa fine di campagna elettorale. Ma seppur messi in ombra dalle elezioni politiche anche i principali candidati alle regionali, Nicola Zingaretti per il centrosinistra e Francesco Storace per il centrodestra, stanno preparando i loro ultimi discorsi e le rispettive location, per festeggiare la fine della campagna elettorale ciascuno con i propri sostenitori.

Finali pieni di euforia ma senza raduni di piazza per i candidati presidenti del Lazio. Finali non per questo senza partecipazione popolare: per Nicola Zingaretti è già pronto il palco del teatro Ambra Jovinelli nello storico e popolare quartiere multietnico dell’Esquilino. Il candidato del centrosinistra, a partire dalle 16.30 di venerdì, ritroverà accanto a sè i compagni di questa lunga campagna, iniziata praticamente in autunno senza uno sfidante e portata avanti con metodico impegno quotidiano. Con lui sul palco ci sarà il segretario del partito Pierluigi Bersani, già incontrato nei giorni scorsi nel corso di un’affollata assemblea all’ospedale Forlanini. «Il 24 e 25 febbraio siamo chiamati finalmente a dare un nuovo governo alla guida della Regione Lazio e dell’Italia – ha commentato il segretario del Pd del Lazio Enrico Gasbarra.

Per il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Francesco Storace, la campagna elettorale si chiuderà invece domani, giovedì 21 con un doppio appuntamento. Alle 12.30 concluderà le regionali in un luogo simbolo del suo quinquennio da governatore: l’ospedale S. Andrea. Con lui sul palco importanti alleati della destra romana come Giorgia Meloni e Fabio Rampelli, candidata premier e uomo forte dei “Fratelli D’Italia”.

Poi in serata, alle ore 18, Storace parteciperà all’appuntamento di chiusura della campagna elettorale del Pdl insieme al segretario Angelino Alfano all’Eur nel Salone delle Fontane. Mentre nei comitati elettorali si iniziano a riempire i primi scatoloni, la tensione e le polemiche non calano. Proprio ieri Zingaretti, visitando il Policlinico di Tor Vergata replicava a distanza al ritornello fatto da Storace per tutta la campagna: «Sorrido quando alcuni miei colleghi dicono che vogliono uscire dal piano di rientro. Tutti vogliamo uscirne, però non è che uno si “scommissaria”.

Se c’è un commissario è perché qualcuno ci ha commissariato» ha spiegato al pubblico di medici e dipendenti dell’ospedale e sulla possibilità di rinnovare il modello della sanità laziale ha ricordato: «Se ci muoviamo e lavoriamo insieme possiamo determinare davvero un cambiamento». Dal canto suo Storace, continuando nel suo stile di comunicazione più aggressivo ha rilanciato con una provocazione: «Se Zingaretti è disposto a confrontarsi con me annullo tutti gli appuntamenti: da Latina a Rieti fino all’incontro con Alfano giovedì». Una campagna dunque tesa fino all’ultimo minuto, con i due principali candidati ancora impegnati in incontri a Roma e nelle cinque province laziali.

F.U.