Roma, lacrime sul sociale. Ma restano gli sprechi

0
22
 

Un grido di dolore si alza dal Campidoglio che rischia di abdicare ad una delle funzioni essenziali di qualsiasi amministrazione locale: gli interventi sul sociale. «Facciamo un atto di denuncia perché se la spending review non verrà fortemente modificata, quando a giugno si farà il bilancio, chiunque ci sarà si troverà a non avere risorse per i servizi sociali» ha detto ieri il sindaco di Gianni Alemanno, durante una conferenza stampa convocata d’urgenza in Campidoglio insieme alla vicesindaco e assessore al Sociale, Sveva Belviso.

«Se le cose continuano così a giugno chiudiamo i servizi sociali», ha aggiunto la Belviso. Il fatto è che nel 2013 si prevede un taglio per tutti i Comuni italiani di oltre 2 miliardi di euro che per quanto riguarda Roma oscillerà tra i 190 e i 240 milioni di euro in meno.

Complessivamente, il Comune di Roma ha subito oltre 1,2 miliardi di euro di tagli alla spesa corrente. Visto che secondo Alemanno sono già stati fatti tutti i tagli possibili alle spese non obbligatorie, come gli stipendi, «ci ritroviamo ora nella situazione di dover incidere sui servizi essenziali, a cominciare dalla spesa sociale». Inoltre i tagli previsti dalla spending review si cumulano a quelli avvenuti in passato per un importo complessivo di oltre 1,2 miliardi di euro di tagli alla spesa corrente. Alemanno ha, infine, fatto presente che la legge impone ai sindaci di fornire assistenza ai minori non accompagnati.

«A quest’obbligo – ha aggiunto – normalmente corrisponde uno stanziamento economico che per quest’anno non abbiamo: scriverò al prefetto, quindi, per dirgli che siamo nelle condizioni di non poter rispettare un obbligo previsto dalla legge». Se i tagli ai trasferimenti arrivano dall'alto con la spending review, per Alfredo Ferrari (Pd), vicepresidente della Commissione Bilancio, il Campidoglio deve invece fare una attenta analisi di costi e servizi tutelando soprattutto i cittadini disagiati. Per questo ricorda che è stata votata all’unanimità l’istituzione di una commissione che si occupi di questo problema. «Perché – aggiunge Ferrari- se è vero che chiunque sarà il prossimo sindaco dovrà fare i conti con minori risorse, è altrettanto vero che la storia dei tagli è stata più volte utilizzata da Alemanno per convincere la città che era necessario svendere i gioielli di famiglia, un esempio su tutti quello di Atac».

Per il consigliere del Pd Daniele Ozzimo stona il fatto che Alemanno «abbia in questi anni preferito dispendiosi interventi spot dal sapore pre-elettorale a reali azioni di sostegno e finanziamento dei servizi alle persone più fragili». Poi cita alcuni esempi di sprechi eclatanti. «I 6 milioni di euro per la “Carta Roma”, per miseri 16 euro a persona; i 2 milioni per i pacchi alimentari da distribuire sotto campagna elettorale; i 2,2 milioni in due anni messi a bando per coprire servizi già esistenti che oggi costano all’Amministrazione 600 mila euro l’anno». E ancora il proliferare di call center che si sovrappongono al già esistente e la sala operativa sociale. Fra gli sprechi ci sono anche i piccoli progetti clientelari e cita ad esempio la pubblicazione di una certa principessa Immacolata Gargiulo Morinello dei principi Molinas, da parte della commissione Politiche sociali». Insomma, piangere sulla penuria è facile, tagliare sull’inutile clientelare, impossibile.

Gl