Regionali Lazio, finale infuocato nella sfida tv (FOTO)

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«Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?». Avranno pensato un po’ come Nanni Moretti in “Ecce Bombo” i due candidati alle regionali Giuseppe Rossodivita (amnistia, giustizia e libertà) e Sandro Ruotolo (Rivoluzione civile) che nel corso dell’ultima tribuna della Rai hanno deciso di alzarsi e andarsene, ciascuno per le proprie ragioni, mentre il candidato del Movimento cinque stelle, in puro stile “grilliano”, ha preferito non presentarsi per niente davanti alle telecamere.

«Non ho potuto finire di parlare» ha lamentato l’avvocato di Pannella, mentre per l’ex inviato di Michele Santoro l’occasione è stata un’altra polemica, questa volta con il movimento Casapound. Pochi contenuti anche stavolta, al termine di una campagna elettorale caratterizzata da scarso confronto e molta tensione tra candidati, ogni giorno crescente.

Tra quelli che invece nello studio del Tg regionale erano rimasti l’atmosfera ormai “intima” ha permesso di esprimersi con toni più genuini: ecco dunque la rissa verbale tra Storace e Bongiorno, apostrofata dal Leader della Destra con un “Maga magò” da molti bollato come il solito maschilismo di matrice berlusconiana.

«Quanti fondi europei avete utilizzato? – ha chiesto Bongiorno. «Il cento per cento – ha risposto Storace». Risposta che ha provocato l’ilarità della candidata montiana: «Siete stati anche bacchettati, ma scherza». «Non deve ridere – ha replicato Storace – Forse lei non sa con chi sta parlando. Non vedo la differenza tra lei e Zingaretti in questa campagna elettorale. Lei era in Sicilia per questo non sa queste cose, sei Maga Magò?».

Affermazione che ha scatenato l’indignazione della politica e la difesa unanime della Bongiorno. Poco prima le polemche erano state tra i due candidati principali, con gli attacchi di Storace a Zingaretti soprattutto sulla sanità e sul rischio di nuove tasse. All’ex governatore, Zingaretti ha risposto definendolo “politicante” e spiegando: «Ho detto dall’inizio “cambiamo tutto”, cambierò tutto e lo farò con il buon governo».

Si arriva così all’ultimo giorno prima del “silenzio” di sabato con tanta tensione e senza appuntamenti importanti di piazza per i candidati alla Pisana: anche se i giochi sembrano ormai fatti c’è nell’aria molta preoccupazione per gli esiti di una delle campagne più incerte degli ultimi anni.

F.U.