Le conseguenze del voto sulla corsa per il Campidoglio

0
22
 

I dati elettorali, pressoché definitivi nel momento in cui Cinque Giorni va in stampa, indicano un Senato senza maggioranza nonostante la vittoria in termini percentuali (ma non in termini di seggi assegnati) del centrosinistra con il 31% circa sul centrodestra che raccoglie il 30%. La sorpresa di queste elezioni è l'affermazione del Movimento 5 Stelle che supera di gran lunga quel limite del 15% che i sondaggi gli attribuivano per assestarsi al Senato al 24% e addirittura oltre il 25% alla Camera, dove si impone come secondo partito dopo il Pd (26% circa).

Alla Camera dicono altro perché il centro sinistra totalizza il 30% contro il centrodestra al 28,5 e. Ridimensionate le ambizioni centriste che superano di poco il 9% al Senato con la lista civica di Monti e alla Camera la svangano superando di poco la soglia di sbarramento del 10% in coalizione (Udc, Fli, Monti). Sono risultati che nel corso della giornata si sono confusi nella babele degli instant poll e delle proiezioni dei vari istituti di ricerca segnando un nervosismo diffuso che dai media è dilagato verso le le segreterie dei partiti. Come al solito contano le schede vere, quelle che materialmente cadono nelle urne.

Ora per quella che è la caratteristica locale del nostro quotidiano tocca valutare i riflessi di questo voto a livello regionale che saranno definitivamente noti solo oggi pomeriggio. I sondaggi prima e gli instant pool poi davano Nicola Zingaretti nettamente favorito e con un Movimento 5 Stelle assestato a qualche decimale oltre il 10% mentre il dato del Senato sul collegio 1 di Roma e provincia ci da un centro sinistra al 33%, il centrodestra al 28%, i centristi di Monti a quasi l'8%, ma i grillini oltre il 25%.

I dati parziali della Camera sempre per il collegio Lazio 1 (Roma e provincia) indicano il seguente rapporto di forze: centro sinistra 33%, centro destra quasi al 24%, centristi di Monti a poco più del 7%, ma soprattutto il Movimento 5 Stelle a quasi il 28% che si afferma a Roma come il secondo partito dopo il Pd. Se per la Camera si guarda ai voti delle altre province risulta che il centrosinistra perde a Frosinone, Latina e Rieti, mentre vince oltre che nella Capitale a Viterbo. Dati che lasciano presupporre una vittoria di Nicola Zingaretti netta, ma non con il distacco addirittura del 20% che i sondaggi gli attribuivano. Anche nel Lazio, spezzato in due dal punto di vista del colore politico, Beppe Grillo scompagina tutti i giochi ed apre una prospettiva ben diversa da quanto si poteva supporre sino a qualche mese fa per le lezioni comunali di Roma della prossima fine maggio. Qui il bipolarismo destra e sinistra si evolve verso tre poli politici non molto distanti l'uno dall'altro in termini di consenso elettorale e che comunque dovranno giocarsi la partita finale al ballottaggio. Non solo, me c'è la possibilità che la corsa al Campidoglio, come questo giornale aveva sommessamente indicato alcuni mesi fa, debba svolgersi fra centrosinistra e Movimento 5 Stelle quali rispettivamente prima e seconda forza politica della Capitale. Un quadro che sconvolge schemi