Donne, giovani e professionisti. Ecco chi sono i parlamentari romani

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Ingovernabilità? Probabile, a meno di una sorprendente convergenza tra i due poli. Di certo la parola nuova che emerge dall’ultima tornata elettorale è “freschezza”, forse anche “modernità”. Se se ne volessero utilizzare tre, di parole, sarebbero “allineamento all’Europa”. Perché soprattutto per merito del Movimento 5 Stelle, il nuovo Parlamento italiano è più giovane, più rosa, più a “misura” di cittadino.

La prima analisi effettuata da Coldiretti, infatti, ci dice che i deputati avranno un’età media di 45 anni e i senatori di 53 anni, che in totale fanno 48 anni per ogni nuovo eletto: un ringiovanimento di ben 9 anni alla Camera, di 4 a Palazzo Madama.

Ma il cambiamento sensibile riguarda anche la presenza femminile, passata dal 20% dell’ultima legislatura al 31% di adesso. In pratica, un eletto su tre è donna e questo non è nemmeno merito di “Grillo” ma del Pd, con una quota rosa di “promosse” pari al 41%.

«Al di là dei diversi schieramenti – ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini – il nuovo Parlamento rappresenta soprattutto una sfida generazionale per tanti giovani chiamati a svolgere un compito importante per il futuro del Paese. In loro – conclude Marini – si ripongono le speranze di cambiamento dell’Italia, che ha la classe dirigente più vecchia in Europa».

Fra gli eletti del Lazio al Senato il grosso dei volti nuovi viene dal Pd, con dodici (o tredici, balla ancora la candidatura di Luisa Laurelli) nomi al primo vero esame da parlamentare tra cui Bruno Astorre, ex concigliere di Colonna e della Regione Lazio, Giuseppina Maturani, ex presidente del Consiglio provinciale, Carlo Lucherini e Daniela Valentini, ex consigliere del Comune di Roma ed ex presidente Ama, assessore regionale all’Agricoltura dal 2005 al 2010.

Si confermano, invece, Luigi Zanda, Ignazio Marino, Ugo Sposetti e Raffaele Ranucci. New entry anche Massimo Cervellini (Sel). Alla “ribalta” tutti i sei eletti del Movimento % Stelle, dalla capolista Fabiola Anitori a Ivana Simeoni, sesta, agli antipodi del Pdl che invece ripresenta il solito brodo con Berlusconi, Gasparri, Fazzone, Rossi, Augello, Giro e forse Aracri, che al massimo cambiano ramo del Parlamento.

Non cambia molto la musica a guardare i risultati provenienti dal collegio Lazio 1 (Roma e provincia) per la Camera dei deputati dove nel centrodestra l’unica ventata di novità arriva dalla ex governatrice del Lazio, Renata Polverini, che si aggiunge ai 5 (o 6) volti noti del Pdl e ai due eletti di Fratelli d’Italia, dove la spunta Fabio Rampelli, amico o meglio ex amico del sindaco Gianni Alemanno, con cui ha condiviso alcune battaglie targate Fronte della Gioventù. Nuova esperienza, invece, per Marazziti e Rossi, eletti dalla lista dei “montiani”. Binetti è la “volpona” dell’Udc, inesperti ma pronti alla battaglia i magnifici otto del M5S, dalla capolista Federica Daga a Massimo Enrico Baroni.

Nelle file di Sel il la provincia di Roma elegge, oltre a Vendola e Smeriglio, il tesoriere Sergio Boccadutri ma potrebbe premiare in particolare Ileana Piazzoni, che in caso di opzione da parte del leader per un altro collegio elettorale coronerebbe il proprio sogno partito da Genzano.

Tante le novità “targate” Pd, a partire da Marietta Tidei, figlia del sindaco di Civitavecchia, per passare da Micaela Campana a Umberto Marroni, capogruppo dei Democratici in Campidoglio. Gli altri volti nuovi, ben otto in totale, sono quelli di Mateo Orfini, Marco Miccoli, segretario del Pd di Roma, Lorenza Bonaccorsi, Marta Leonori e Monica Gregori, a questo punto “ex” cassintegrata della sanità laziale.

Diego Cappelli