Zingaretti alla Regione, il trionfo del rinnovamento

0
19

Una bella vittoria quella di Nicola Zingaretti alle Regionali del Lazio ammessa cavallerescamente dal competitor Francesco Storace già nel tardo pomeriggio di ieri. Una vittoria chiara e inequivocabile che ha dato una risposta a quel desiderio di governabilità dei territori che come in Lombardia si è espresso con un'alta partecipazione al voto dei cittadini in confronti alle politiche, dove la protesta ha inciso al punto da rendere ingovernabile quanto meno il Senato di questa Repubblica.

Ma anche una boccata di ossigeno per Bersani, che oggi si trova a sbrogliare una matassa politica quasi inestricabile. I numeri sono chiari. Zingaretti vince (riportiamo i dati delle 21:20) con il 41,55% dei suffragi e la coalizione di sinistra con il 42,91%. Sulla sponda avversaria Storace raccoglie il 28,7% e la sua lista 31,66%. Il movimento 5 Stelle schiacciato dalla campagna dei due principali avversari, ridimensiona la propria presenza al 20,1% per il suo candidato alla presidenza Davide Barillari, con il 16,80 per la lista. Guardando i dati nel dettaglio si evince che il voto disgiunto fra liste e candidati, consentito nelle regionali, questa volta si è manifestato in maniere piuttosto consistente nell'ordine di qualche punto percentuale.

Tuttavia è stata la città di Roma con la sua provincia a rendere così indiscutibilmente ampia la vittoria del candidato del centro sinistra che invece ha perso a Frosinone e Latina segnando una sorta di frattura elettorale fra Capitale/ Nord del Lazio e sud Pontino/Ciociaro. Proprio le province che nel 2010 consentirono di battere Emma Bonino e far vincere Renata Polverini per qualche decina di migliaia di voti. Anche allora la sinistra conquistò Roma, ma non con l'ampiezza oggi registrata da Zingaretti. Si riafferma così la centralità regionale della Capitale destinata a divenire area metropolitana per la quale Zingaretti si era battuto già quando era presidente della provincia. Scorrendo ancora i dati il Pd si conferma anche nel complesso della regione quale primo partito con oltre il 30% dei consensi, mentre Pdl e M5Stelle si contendono il secondo posto a distanza di 10 punti.

Relativamente notevole rispetto al dato nazionale anche l'affermazione di Fratelli D'Italia che sfiora il 4% battendo La Destra di Storace per pochi decimali, mentre il Pdl si restringe a poco meno del 21%. Ingroia si ferma a poco più del 2% ed i radicali quasi scompaiono. Un dato ben differente rispetto alle politiche dove la prevalenza del voto di protesta ha portato Grillo al secondo posto a Roma mettendo in un angolo tutta la coalizione che sostiene Alemanno, ma che fa riflettere sull'effetto trainante degli uomini, delle personalità, che si mettono in campo quando si vuole vincere davvero. Profondamente innovatrice la personalità di Nicola Zingaretti che ha scelto immediatamente il radicale rinnovamento delle liste, ma anche quella di Storace tenace combattente e comunque esperto di cose regionali.

La competizione fra i due è stata talora molto aspra a danno dei rispettivi programmi appannati da un election day, fortemente voluto da destra, che ha messo in ombra i temi specificamente regionali mentre infuriava lo scontro per le politiche. Non è ancora chiaro invece, al momento di andare in stampa, quale sarà il rapporto di forze all'assemblea regionale della Pisana ridotta per decisione della Polverini a 50 consiglieri contro i 70 eletti nel 2010, ma con la differenza che tre anni fa si confrontavano solo le due coalizioni, mentre oggi spunta il terzo incomodo, Davide Barillari, che sicuramente porterà alla Pisana un consistente manipolo di consiglieri. Mentre ormai sui quotidiani dilaga il solito toto assessori resta il fatto che Nicola Zingaretti si troverà una Regione "spremuta" da Renata Polverini in ben cinque mesi della sua ostinata permanenza dopo le dimissioni.

A queste ha fatto seguito un diluvio di delibere, molte e nomine e promozioni last minute che hanno tentato di avvelenare a chi, da questa settimana, occuperà i gangli del potere nel Palazzo della Cristoforo Colombo. Ma le priorità indicate da Zingaretti anche nella sua intervista a questo quotidiano poco prima del voto, sono chiare: sanità e trasporti. Poi a giugno il bilancio, ma come ha dichiarato lo stesso governatore la sua maggioranza è «forte e ampia in Consiglio».

gl