Papa Benedetto vola a Castel Gandolfo: «Ora sarò solo un pellegrino»

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Tra speranza e malinconia, tra la storia e il futuro, tra la commozione e le tante domande sui giorni che verranno, il pontificato di Benedetto XVI si è concluso ieri con un ultima immagine dalla capitale: quella di un elicottero che si libra nel cielo per condurre l’ormai “Papa emerito” alla residenza temporanea nel palazzo apostolico di Castel Gandolfo, la sua “seconda casa”, dove risiederà per circa due mesi.

Piazza San Pietro si è riempita nuovamente di fedeli, turisti e curiosi giunti per salutare il Papa, che alle venti di ieri ha cessato ufficialmente dal suo ruolo di vicario di Pietro dando il via alla “sede vacante” affidata ai due cardinali, il decano Angelo Sodano e l’attuale segretario di Stato Tarcisio Bertone. Appena 15 minuti è durato il viaggio dal centro di Roma ai Castelli.

Qui il Papa, atteso nella piccolissima e gremita piazza della Libertà da tanti fedeli, si è affacciato al balcone del palazzo per un ultimo saluto usando parole di grandissima umanità: «Grazie per la vostra amicizia e il vostro affetto. Voi sapete che io non sono più Pontefice, sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra. Ma vorrei ancora con il mio cuore lavorare per il bene comune della Chiesa e della comunità. E mi sento molto appoggiato dalla vostra amicizia. Grazie, vi porto con tutto il cuore la mia benedizione». Sul balcone pendeva per l’ultima volta lo stemma pontificio. In piazza applausi, lacrime, stupore e commozione per l’ultimo, stavolta davvero, saluto da Pontefice. «Siamo commossi e gli siamo grati. Saremo vicino a lui nella preghiera» ha detto ieri il vescovo di Albano, Monsignor Marcello Semeraro anche lui in piazza. In mattinata si erano tenuti il saluto dei collaboratori nel cortile di San Damaso e l’incontro nella sala Clementina con i 144 Cardinali giunti a Roma, ormai pronti per le prime consultazioni e prossimi al conclave.

Qui, con un inedito atto di sottomissione, Papa Benedetto si è espresso con queste parole: «Tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa, al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza e obbedienza ». Un altro gesto inatteso da parte di Joseph Razinger, questa volta rivolto ai Cardinali, che dimostra fino in fondo la sua visione della Chiesa, sulla quale nel corso dell’incontro aveva detto, citando le parole del teologo Romano Guardini: «“La Chiesa non è un’istituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una realtà vivente. Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi. Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa: il suo cuore è Cristo”».

Nel corso dell’incontro, parlando ai Cardinali Papa Benedetto si è augurato che il collegio cardinalizio chiamato ad eleggere il nuovo pontefice possa diventare «come un’orchestra, dove le diversità, espressione della Chiesa universale, concorrano sempre alla superiore e concorde armonia». Con il tramonto su Castel Gandolfo sembra già essere calato il sipario sul pontificato di Benedetto XVI, il 265mo della storia, iniziato il 19 aprile 2005. Già prima delle 20 infatti cominciavano a circolare le prime dichiarazioni sul conclave come quella del cardinale Agnelo che ha promesso: «Non eleggeremo un Papa di transizione, non esiste questa possibilità».

Francesco Unali