Regionali Lazio, Sfratti e traslochi: chi viene e chi va nei palazzi del potere

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Tra nomi entranti e uscenti le porte delle istituzioni iniziano a girare vorticosamente a Roma e nel Lazio. Se tanti nomi nuovi appaiono agli usci della Regione, anche i vecchi professionisti della politica hanno trovato nuovi rifugi sicuri, e nonostante manchino all'appello le elezioni per il comune di Roma, è già forte la curiosità di stabilire una nuova geografia della politica tra Roma, Lazio e i palazzi del Parlamento.

Scorrendo la lista dei neo eletti in parlamento nel Lazio il primo nome interessante alla Camera è quello di Massimiliano Smeriglio: il coordinatore della campagna di Nicola Zingaretti è stato eletto con Sel, ma non si sa cosa vorrà fare: potrebbe rinunciare allo scranno nazionale per ricoprire un incarico di prestigio accanto a Zingaretti, del quale fu già assessore in Provincia.

Al Senato il quadro si fa più sfaccettato. Dal gruppo Pd alla Pisana fa le valige una nutrita pattuglia di ex consiglieri con a capo gli ex assessori regionali Bruno Astorre, Daniela Valentini e il consigliere Carlo Lucherini. Sempre tra gli ex consiglieri regionali arriva alla provincia di Frosinone a palazzo Madama un leader della Ciociaria come Francesco Scalia, già presidente della provincia e assessore alla Pisana, insieme a Claudio Moscardelli, esponente Pd della provincia pontina. Dei consiglieri regionali uscenti pochissimi sono rientrati: il Pd ha rinnovato tutto il gruppo consiliare mentre dal centrodestra qualcuno è riuscito a rientrare dopo che il Pdl era rimasto escluso la scorsa legislatura per via del pasticcio dell'ormai mitico Milioni con il suo panino.

Si tratta di Mario Abbruzzese, presidente uscente della assemblea regionale (un altro Ciociaro doc), Pietro Di Paolo, già assessore esterno con la giunta di Renata Polverini, Giuseppe "Pino" Cangemi, anche lui assessore uscente alla sicurezza. Se Renata Polverini viene premiata con un seggio in parlamento, dal Comune di Roma arriva l'ex assessore ai trasporti Antonello Aurigemma: entrambi "evidentemente" meritevoli di continuare la loro carriera politica. Insieme a lui il giovane (classe1980) Luca Gramazio, capogruppo uscente dal Comune di Roma e figlio d'arte. Anche per La Destra c'è un trasferimento dal Campidoglio: è quello di Fabrizio Santori (recente "transfuga" dal Pdl) mentre la conferma è per Francesco Storace, ormai capo dell'opposizione, e per la "pasionaria della famiglia" Olimpia Tarzia de La Destra. Ridotto ai minimi termini l'Udc, che resta con un solo rappresentante (dal cognome celebre però) come Pietro Sbardella, alla sua seconda legislatura.

Tra gli uscenti che non hanno trovato (per ora) un tetto in un'istituzione locale nè nazionale si segnalano Angelo Bonelli dei Verdi, fuori dal Parlamento per l'esclusione di Rivoluzione civile; poi il grande accusatore di Franco Fiorito, vale a dire il viterbese Francesco Battistoni del Pdl, oltre ai due radicali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita. Restano "fermi un turno" anche altri nomi importanti a Roma e nel Lazio, come Enzo Foschi e Marco Di Stefano del Pd e l'ex assessore alle politiche sociali Aldo Forte del Pdl, anche lui rampollo di famiglia politica di Formia. Un discorso a parte andrebbe fatto per alcuni capitani di lungo corso della politica regionale come Esterino Montino, in gara alle primarie di Fiumicino, Rodolfo Gigli, colonna della politica di centro a Viterbo, Mario Perilli rappresentante della provincia di Rieti e gli ex assessori della Giunta Marrazzo, Giulia Rodano, Luigi Nieri e Filiberto Zaratti: anche senza un seggio sapranno resistere alla ricerca di una nuova poltrona? F.U.