Roma, dopo Grillo la destra vuole le primarie

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Mentre nei giorni scorsi il segretario del Pd romano Marco Miccoli suonava le campane a morto per il futuro della destra di governo di Roma, qualcuno spulciava i numeri del risultato elettorale alle politiche e si accorgeva che nel collegio di Lazio 1 che comprende Roma e provincia, il Pdl si affermava (si fa per dire) come il terzo partito dopo Il Movimento 5 Stelle.

Così mentre nel collegio perdeva oltre 400.000 voti almeno 300.000 gli venivano a mancare solo a Roma rispetto alle politiche del 2008 quando la destra era al 41% e Alemanno conquistava Roma al ballottaggio con largo margine. Un dato, quello di Roma, in disastrosa controtendenza rispetto alla rimonta nazionale del Cavaliere. Numeri che segnano anche la Waterloo della componente aennina che solo in minima parte si identifica nei Fratelli d'Italia.

Certo, i Fratelli sono pochini se sono riusciti a piazzare un solo consigliere alla Pisana, ma Fabio Rampelli è convinto che cresceranno esponenzialmente, sempre che si vada a votare una volta l’anno, visto l’andazzo politico. Inoltre Giorgia Meloni eletta in Lazio 1 e 2, potrebbe lasciare il suo posto a Fabio. Per il momento i gabbiani, glorioso logo dei rampelliani, volano bassi bassi. Eppure Rampelli subito dopo il voto regionale ha voluto lanciare un altro messaggio. Anche lui ha parlato di rinnovamento, di unità della destra moderna ecc. ecc., ma soprattutto ha caldeggiato le primarie per la scelta del candidato sindaco. In fondo sino a qualche mese fa, le primarie, le voleva anche Alemanno.

Ma quando gli chiedono della candidatura della Meloni, Fabio fa il vago consapevole che il nome della neo deputata salta sempre fuori, con il rischio di bruciarsi. Tuttavia si dà il caso che Silvio Berlusconi qualche giorno prima del voto confermasse la propria fiducia nella candidatura di Gianni, ma visti gli esiti delle elezioni a Roma potrebbe anche cambiare idea. L'impressione è che ancora una volta deciderà Lui, che oggi è tutto gasato per il risultato elettorale. In fondo risollevare le sue sorti anche a Roma, magari con un bel ballottaggio finale, potrebbe stuzzicare l'inesauribile fantasia di Silvio. Tanto più che a maggio molte cose della politica nazionale saranno ancora in ballo e lui ne sarà al centro, ovviamente senza mollare l'osso. In tal caso, senza venir meno alla parola data al sindaco di Roma, le primarie potrebbero rappresentare una via d'uscita per riportare sulla scena Giorgia che gli è sempre stata simpatica e poi si presenta meglio di un Gianni piuttosto depresso e poco tonico.

In fondo anche Storace, come Giorgia, guida un piccolo partito, La Destra oggi in via di estinzione. Però Francesco è sempre stato fedele a Silvio. Giorgia un po' meno, a parole, ma ha mandato giù senza un fiato la cancellazione delle primarie all'ultimo minuto, mentre i suoi manifesti erano in giro per tutta Roma. Ritornando ai numeri iniziali è evidente che al ballottaggio con la sinistra ci vanno i grillini. Una prospettiva che non gioca a favore del candidato Alemanno.

Gl

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