Alemanno in crisi di consensi | Segnali negativi dalle regionali

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Si dice che Alemanno abbia in mente grandi cose per la campagna elettorale. Basta conventions patinate multimediali, basta sfilate di personaggi e di stars più o meno note . E’ finita l'epoca dei lustrini e delle palliets, oggi si vanno a cercare i voti nelle periferie, magari in metro o bus come Gianni faceva con il fu assessore Aurigemma oggi degnamente sbarcato alla Pisana. E se proprio l’Atac non funziona c'è sempre il camper alla Grillo, alla Renzi con cui girare da Pietralata al Trullo, da Ponte di Nona a Tor Pagnotta.

Un camper proprio no, magari un bus open top a due piani, come quelli turistici, dal quale arringare le folle ed accogliere i postulanti. Il fatto è che i risultati di Grillo a Roma lo hanno convinto che al ballottaggio rischia proprio di non arrivarci. E anche se qualche soldino da parte deve pur averlo messo per la sua campagna elettorale, non può più contare sull’entusiasmo dell'estrema destra, dal Popolo de Roma a “Casetta” (dopo l’esito elettorale) Pound , che gli garantivano il rapporto con le periferie. Tutta gente de core, magari un pò manesca ma che in periferia “ce sapeva fa”, così come i tassinari che nel 2008 appena mettevi piede sulla vettura te raccontavano de “quant’era stronzo Vertroni”.

Ma nemmeno può contare sulla sua corrente, sugli intellettuali della sua Fondazione Nuova Italia, sui cassieri Panzironi e Riccardo Mancini che oggi hanno altro a cui pensare, fra parentopoli e bussopoli. Per capire quanto sia allo sbando la sua personale armata Brancaleone basti guardare all’esito delle regionali. Orbene, lui ed i suoi ne portavano uno bello e tosto, quel Pietro Di Paolo, alias Di Paolantonio, marito di Barbara Saltamartini fedelissima di Gianni e governante della sua corrente, eletta alla Camera. Per far andare Pietro alla Pisana si erano mobilitati pezzi da novanta quali l’assessore Bordoni, i consiglieri Naccari, Demichelis, Cochi, Cassone più la fitta scheda dei rurales dai municipi (in primis i presidenti Vizzani XIII e Sara De Angelis II) oltre ai manipoli del fido segretario Lucarelli. Infine, ciliegina sulla torta, il solito Piso regolarmente rieletto e Biava trombato.

Roma era invasa dai manifesti di Pietro che invitavano al voto. Ebbene, il Di Paoloantonio alla Pisana ci va, ma solo con 5965 striminzite preferenze su Roma più altre 6000 in regione contro, le 18.000 del giovane e barbuto capogruppo capitolino del Pdl Luca Gramazio aiutato dal potente babbo. E’ pur vero che Augello è riuscito a far di peggio con l’ex assessore regionale Malcotti e il presidente dell’Ater Prestagiovanni che alla Pisana nemmeno ci entrano, ma nemmeno 6000 preferenze in una città come Roma per il pupillo di Alemanno sono davvero pochine. Segno dei tempi e di una macchina elettorale inceppata. Basterà ad Alemanno una girata in bus per risollevare le sue sorti?

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