Comunali, sondaggio shock rimescola le carte nel Pd

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Un assist mica da poco quello che ieri ha fornito a Goffredo Bettini il giornalone di Caltagirone, il Messaggero, pubblicando un estemporaneo sondaggio sulle primarie del Pd per designare il candidato sindaco delle ormai prossime comunali. Infatti a risultare vincente nelle intenzioni di voto degli interpellati è proprio lui, lo storico dirigente del Pds, Ds ed oggi Pd romano.

Bettini che, almeno apparentemente, si è tenuto fuori dai giochi del suo partito dopo la sconfitta di Rutelli del 2008 ma registra un sorprendente indice di gradimento anche se l’eurodeputato David Sassoli lo tallona a un solo punto, mentre più distaccati seguono l’ex ministro renziano Paolo Gentiloni al 9%, l’ex assessore allo sport della Provincia di Roma Patrizia Prestipino al 3% e il capogruppo in consiglio comunale, oggi deputato, Umberto Marroni con un mortificante 2% non molto distante dall'1% che totalizza l’ex assessore regionale Luigi Nieri di Sel.

Del restante 40% di questo ipotetico corpo elettorale nulla si sa perché non ha preferenze o nemmeno conosce i candidati. La faccenda non è stata gradita dall’on. Marroni, che comunque ha il sostegno di un bel po’ di circoli del Pd: ieri si è limitato a contestare la committenza della rilevazione certo della sua inattendibilità, almeno per quanto lo riguarda. Ma il sondaggio di Mennheimer cade proprio a fagiolo con un Pd Romano tallonato ormai dal partito di Grillo ed in cerca di una soluzione per sfoltire la lunga lista dei candidati.

Già nella conferenza stampa di alcuni giorni fa il segretario cittadino Marco Miccoli e quello regionale Enrico Gasbarra sui nomi che circolano si erano prudentemente smarcati nel corso dell'ultima conferenza stampa dopo il voto politico e regionale ma erano molto chiari erano stati sul tipo di consultazione. Primarie aperte al popolo romano e non di coalizione, ma senza far cenno a quanto Miccoli affermava solennemente a dicembre sulla incandidabilità alle primarie dei candidati oggi eletti in Parlamento. Indicazione che escluderebbe automaticamente almeno due dei partecipanti: Gentiloni e Marroni. Per parte sua Bettini si era già proposto alcune settimane fa ritenendo inadeguati gli attuali contendenti, ma non è da escludere che la sua esternazione abbia voluto schiudere la porta al cardiochirurgo Ignazio Marino, sua creatura politica nella competizione fra Bersani e Franceschini del 2009. Bettini sa che la sua esperienza con Veltroni, i suoi legami con la Roma che conta ed il seguito di cui gode ancora fra molti circoli del Pd potrebbero consentirgli di rientrare nei grandi giochi romani ove il suo favorito fosse eletto.

Fuori dalle primarie del Pd e ovviamente da quelle volute da Rampelli per il Pdl, restano candidati comunque autorevoli quali l’ex assessore capitolino alla cultura Umberto Croppi, il presidente del municipio X Sandro Medici recentemente benedetto da Bertinotti e soprattutto Alfio Marchini che sta già conducendo la sua campagna di ascolto dei cittadini nei territori. Ieri il Corriere della Sera scriveva di un suo accordo con i democratici vicini a Marroni e di antica fede dalemiana, ma oggi l’imprenditore di fama internazionale, sembra più orientato guardare con attenzione ai grillini espressione di quel profondo malessere popolare che serpeggia soprattutto nelle periferie.

Non è un caso che ieri Marchini se ne sia uscito con un comunicato nel quale fa sapere di comprendere le ragioni per le quali suo figlio ha deciso di votare M5S. «Mentre con i ragazzi di M5S mi confronto, in piena autonomia, su idee pratiche e realizzabili e su una visione generale per una Roma migliore e più vivibile – dice Marchini – nella sinistra assisto a una discussione che stento a comprendere». E poi aggiunge in polemica con il Pd che «il punto non è scegliere qualcuno perché appartenente o meno a un gruppo oppure perché troppo o troppo poco amico di qualcuno. Il punto è aprire le primarie a tutti coloro (anche a chi in passato votò Alemanno) che non vogliono buttare via altri cinque anni di vita di liberi cittadini romani». Affermazione che deve aver fatto rizzare le orecchie a tutto l’estabilishment del Pd romano che in caso di primarie aperte potrebbe trovarsi anche Alfio Marchini fra i concorrenti. Anche se è molto più probabile che il candidato civico/pop voglia svangarsela da solo senza farsi appiccicare alcuna etichetta partitica.

Giuliano Longo