Comune da fantascienza, Ghera trombato ritorna a fare l\’assessore

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C'è da vergognarsi, ma pare proprio che ogni velo di pudore cada di fronte al mantenimento, recupero scambio ecc. ecc. di poltrone alle quali questa classe politica è tenacemente incollata nonostante la protesta popolare. Quella di ieri è una storia ai limiti, ormai superati, della decenza. Si dà il caso che l'assessore Ghera, quello delle buche e delle voragini, della incerta manutenzione di strade e segnaletica, prima delle regionali optasse per la candidatura alla Pisana sotto l'egida del suo protettore di sempre, Fabio Rampelli, ed entrasse nelle gloriose liste dei Fratelli d'Italia.

Trombato sonoramente sarebbe stato logico attendersi che si facesse da parte in attesa di tempi migliori. E invece no perché Rampelli, probabilmente sulla scorta di accordi precedenti con il sindaco, l'ha fatto rimettere al suo posto. Così ieri Gianni Alemanno informava di aver accolto le dimissioni presentate dall’assessore Massimo Milani, e di aver reinsediato in Giunta Fabrizio Ghera già assessore ai Lavori Pubblici e alle Periferie da inizio mandato. Seguivano i ringraziamenti a Milani per il lavoro svolto in questo mese e per la sua disponibilità, cioè zero, e tanti saluti ai suonatori.

Che Rampelli sia sempre stato uno dei dominus di questa vacillante e opaca amministrazione di destra è noto. Forse meno noto al popolo è che da più parti, sempre a destra, si levano voci che chiedono le primarie per l'indicazione del candidato sindaco. Sicuramente Alemanno si sente accerchiato e si comporta come al solito: accontenta tutti e in questo caso si assicura l'appoggio, almeno così lui crede, dei Fratelli d'Italia. Ci si chiede allora perché il sindaco non reintegri anche l'ex assessore all'ambiente Marco Visconti, anche lui bocciato alle regionali.

Tanto valeva mantenere l'interim a lui e Ghera come fu per gli assessori regionali Cangemi  e Pietro Dipaoloantonio detto Di Paolo (il prediletto di Gianni), che hanno conservato la poltrona assessoriale in Regione sino all'ultimo. Anche se il 'prediletto' deve aver deluso il suo mentore con il pugnetto di preferenze che ha 'alzato' a Roma. Il fatto è che nel via vai della Pensione Campidoglio ci sono camere con servizi e senza, delle quali il sindaco dispone a suo piacimento come dimostrano i cinque rimpasti di giunta in cinque anni. Quanto a Milani siamo certi che avrà il suo premio di consolazione. Alla Pensione Campidoglio un gratta e vinci vincente è sempre sicuro.

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