Primarie, nel Pd è scontro aperto

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Domenica scorsa con una esternazione sul Corriere della Sera il segretario romano del Pd Marco Miccoli aveva ribadito la necessità delle primarie del suo partito secondo regole certe, vista la pletora delle candidature che dovrebbero comunque essere scremate. La prima scrematura l’ha voluta dare proprio lui escludendo esplicitamente dalla competizione quell’Alfio Marchini che qualche giorno fa aveva manifestato la sua disponibilità a partecipare a primarie “aperte” a tutti i cittadini anche per recuperare quel consenso che oggi confluisce sul movimento di Grillo ed incidere su quell’elettorato di destra deluso da Alemanno.

Sempre nella stessa giornata alcuni quotidiani davano per certa la partecipazione alla consultazione del noto cardiologo Ignazio Marino il quale, pur vantando un rapporto privilegiato con Goffredo Bettini che l’aveva lanciato nelle primarie per la segreteria del partito nel 2009 in alternativa a Bersani e Franceschini, parrebbe rappresentare per molti un autorevole competitor nei confronti dell’eurodeputato David Sassoli e dell’ex ministro renziano Paolo Gentiloni.

Su questa linea pareva essersi orientata la dirigenza locale del Pd, mentre Marchini, con una nota successiva, imputava la sua esclusione a logiche di apparato che non terrebbero conto dei radicali mutamenti in atto nel consenso dei cittadini, della loro volontà di partecipazione e del loro bisogno di volti nuovi non etichettabili politicamente. Marchini nel ribadire la sua candidatura a sindaco ricordava che lui in campagna elettorale c'è già da tempo ascoltando i cittadini e girando per i territori. Anzi, annunciava per i prossimi giorni la diffusione pubblica dei punti forti del suo programma di governo.

Le dichiarazioni di Miccoli avrebbero quindi alimentato non poco imbarazzo all’interno del Pd già percorso da qualche frattura di troppo. Ieri anche Goffredo Bettini è ritornato sull’argomento con un articolo sul portale RomaItalialab.it affermando: «Sono pronto a correre per le primarie, primarie che non dovrebbero escludere Alfio Marchini. Di fronte al risultato di Grillo a Roma, la battaglia sul sindaco si fa certamente più difficile -riflette Bettini- Sulle primarie ho espresso il convincimento che si stava andando ad una frammentazione delle proposte, pur essendoci candidati di valore come Gentiloni ma, nel complesso, per me non abbastanza competitive. Per stimolare una consapevolezza maggiore e qualche iniziativa, ho annunciato che qualora le cose fossero rimaste invariate, avrei valutato di partecipare alle primarie».

Aggiungendo: «Ci serve come il pane l’allargamento a personalità esterne, diverse, in grado di parlare a settori ai quali stentavano ad arrivare». E ora che Marchini si rende disponibile alle primarie «noi gli sbattiamo la porta in faccia? Perché? Con quali ragioni? Marchini è un democratico. È una persona perbene e capace». Intanto lo scontro nel Pd capitolino è talmente aspro che la direzione convocata ieri è stata rinviata di due giorni. Nel frattempo si è svolto l’incontro convocato dal segretario del Pd del Lazio, Enrico Gasbarra nella sede di via delle Sette Chiese, a cui hanno partecipato Nicola Zingaretti e i tredici consiglieri eletti del Partito democratico, che si è concluso col mandato pieno al neo presidente della Regione per la costruzione della squadra di governo.

Giuliano Longo